Sono stati presentati a palazzo Valentini gli esiti di un sondaggio, sulle molestie subite sui luoghi di lavoro, promosso dalla città metropolitana di Roma in sette grandi aziende. Significativamente il sottotitolo scelto è: “Quello che le donne non dicono.”
A colpire, infatti, è stata la bassa adesione al sondaggio sulle molestie, sebbene questo fosse anonimo. La maggiore adesione è stata registrata presso la CONSIP S.p.A. dove ha deciso di rispondere il 24,7% delle lavoratrici, il minimo è stato registrato presso Tim S.p.A. dove solo il 2,9% delle lavoratrici ha risposto alle domande. Riguardo i dati è emerso che il 46,5 % di chi ha risposto ha subito molestie diffuse, nel 68% dei casi le molestie provenivano da un superiore e nel 50% dei casi le donne hanno pagato le conseguenze della molestia in termini di cambio di lavoro, licenziamento o necessità di prendere giorni di malattia.
Gianna Baldoni, consigliera di parità della Città metropolitana di Roma Capitale ha raccontato a TeleAmbiente la genesi del progetto: “L’idea nasce dall’esigenza di far emergere un fenomeno che è rimosso, è taciuto. Le donne provano vergogna a parlare di questo tema e molto spesso non conoscono effettivamente che cosa siano le molestie e le molestie sessuali. Il testo unico, il codice delle pari opportunità punisce chi commette molestie ma soprattutto obbliga il datore di lavoro a prevenire le molestie nei luoghi di lavoro e a rimuovere eventualmente queste condotte moleste. Abbiamo pensato, insieme al mio staff, di diffondere dei sondaggi anonimi, tra le lavoratrici, relativi all’esperienza professionale complessiva, quindi non a quella nelle aziende in cui prestano attività affinché esse si pongano di fronte all’interrogativo che cosa sono le molestie e sono mai stata molestata nella mia vita professionale e come con molestie semplici, battute, sessiste, con atti diciamo più intimi e come ho reagito ho denunciato che cosa è successo al mio molestatore, alla mia molestatrice.”
Francesca Pulice, Usb sportello contro discriminazioni e violenza di genere nei luoghi di lavoro, ha sottolineato l’importanza che le lavoratrici possano contare su un luogo sicuro in cui parlare di questi temi all’interno delle aziende: “Io ho notato che c’è stata una bassa adesione ma la gran parte di chi ha risposto ha subito effettivamente moleste quindi probabilmente c’è una maggiore sensibilizzazione da parte di chi ha risposto. Ma è pur vero che sicuramente rimane la paura che magari il questionario non sia realmente anonimo che le risposte possono comparire. Io credo che anche in altre realtà dove si sono fatti questi questionari permanga sempre questo tipo di sensazione e ovviamente questo porta le donne ma anche gli uomini comunque chiunque subisce una molestia a non denunciare, a non raccontarlo. Bassissimo è il numero delle persone che denunciano come sappiamo, che denunciano alle autorità e questo è un indice abbastanza importante.”
La Consigliera Delegata alle Politiche sociali e Pari Opportunità di Città metropolitana Roma Capitale, Tiziana Biolghini, ha rilevato “un’affinità tra la prudenza nel rispondere al sondaggio anonimo e l’attuale difficoltà di partecipazione ai processi democratici, a iniziare dal voto. A fronte di questa mancanza di fiducia, è importante far sapere che le istituzioni sono attive sul territorio, come l’iniziativa odierna dimostra insieme a tante altre attività di sensibilizzazione promosse dalla Città metropolitana di Roma Capitale”.


