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Mpox, comunità Lgbtiq+ non è più a rischio. Allarme bambini

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Ha suscitato polemiche la circolare della Regione Piemonte in cui si afferma che persone gay e transessuali sono più a rischio contagio.

Nel documento tra le persone più a rischio vengono annoverate: “Persone gay, transgender, bisessuali e uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (msm) che rientrino nei seguenti criteri di rischio: storia recente (ultimi tre mesi) con più partner sessuali; partecipazione ad eventi sessuali di gruppo; partecipazione a incontri sessuali in locali, club, cruising e saune; recente infezione sessuale trasmessa; abitudine alla pratica di associare gli atti sessuali al consumo di droghe chimiche”.

Il documento non tiene conto delle evidenze scientifiche che certificano come il sesso non è l’unico modo per contagiarsi. infatti, al momento in Africa sono particolarmente contagiati i bambini.

Come ribadito più volte dall’Oms il contagio si diffonde anche venendo a contatto con il sudore, la saliva, lesioni della pelle o con tessuti e oggetti toccati da una persona infettata.

Allarme di Medici senza Frontiere

Nella Repubblica Democratica del Congo il 56% dei casi riguarda persone che hanno meno di 15 anni:  “Senza i vaccini migliaia di persone, compresi i bambini sotto i 15 anni, tra i più colpiti dal virus (rappresentano il 56% dei casi e il 79% dei decessi per Mpox nel 2024 in Repubblica Democratica del Congo), potrebbero rimanere senza protezione. -afferma Justin B. Eyong, epidemiologo di Medici senza Frontiere Con l’epidemia che continua a evolversi rapidamente, occorre compiere ogni passo necessario per far arrivare subito i vaccini a chiunque ne abbia bisogno”.

 

Cos’è il virus Mpox

Il virus, precedentemente noto come vaiolo delle scimmie(nome poi cambiato dall’Oms a causa dell’uso razzista che ne veniva fatto) è una malattia di origine virale scoperta per la prima volta nell’uomo nella Repubblica Democratica del Congo, nel 1970. Si conoscono al momento due varianti: Clade 1 e Clade 2, con la prima più contagiosa e letale ma finora rimasta endemica esclusivamente del bacino del Congo (a differenza della Clade 2, diffusa anche in alcune zone dell’Africa occidentale). Fino a pochi anni fa, il virus veniva contratto soprattutto da animali selvatici come i roditori, soprattutto mangiandone la carne.

Sintomatologia e vaccino

L’infezione si manifesta con mal di testa e febbre, spossatezza e linfonodi ingrossati, dopo pochi giorni dalla comparsa della febbre spuntano le pustole. L’incubazione può durare fino a due settimane.

Imvanex è il nome del vaccino disponibile in Italia che si effettua con un’iniezione sottocutanea. Si tratta di un vaccino a virus vivo attenuato.

In Italia si ritiene che le persone vaccinate contro il vaiolo, tuti gli over 47, siano protette dal virus poiché l’Mpox appartiene alla stessa famiglia del vaiolo (malattia debellata nel 1980).

Auspichiamo che i vaccini arrivino il più presto possibile e in grandi quantità, così da proteggere le comunità nelle aree più colpite e in particolare i gruppi più a rischio.” Si legge in una nota diffusa da Medici senza Frontiere riferita all’emergenza nella Repubblica Democratica del Congo.

Anche L’Unicef ha lanciato un appello per l’arrivo dei vaccini nei Paesi africani più interessati dall’ondata di contagi. Nel Burundi il 60% dei casi riguarda bambini infettati.

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