Parchi, giardini e orti: l'importanza della natura in città

Parchi, giardini e orti: l’importanza della natura in città

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Biodiversità del pianeta Terra sempre più a rischio a causa dei cambiamenti climatici. Ulian (UniTo): “Ecco l’importanza della natura in città tra parchi urbani, giardini botanici e orti sui tetti”. 


Ci sono gli alberi che producono ossigeno e assorbono anidride carbonica, gli arbusti che attraggono gli insetti impollinatori e i fiori che emanano essenze profumate. Che sia una piccola aiuola o un grande parco, il verde rende le città più belle, più vivibili e più sostenibili. Cambiamenti climatici, cementificazione e inquinamento, però, stanno mettendo a rischio la biodiversità vegetale residente tra i palazzi.

Già due su 5, almeno fino a oggi, le specie dotate di chiome, foglie e tronchi a rischio di estinzione con possibili conseguenze catastrofiche per l’equilibrio ecologico del pianeta Terra. Uno scenario preoccupante ribadito da Tiziana Ulian, Professoressa Associata all’Università degli Studi di Torino, in Piemonte, e Honorary Research Associate ai Royal Botanic Gardens di Kew, a Londra, nel Regno Unito, in occasione della Forestami Academy, iniziativa di Forestami, in collaborazione con il Gruppo Prada, a Milano, in Lombardia, il 18 giugno 2025. Invertire la rotta, però, è ancora possibile, attraverso le Nature-based Solutions (NBS).

Con questo concetto, secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), si definiscono le azioni per proteggere, ripristinare e gestire con un approccio sostenibile gli ecosistemi naturali o artificiali soliti affrontare in modo adattivo ed efficace i problemi della società del Nuovo Millennio. Obiettivo finale è garantire benefici sia per i cittadini sia per la biodiversità: dall’adattamento ai cambiamenti climatici, alla mitigazione dei cambiamenti climatici, dalla sicurezza alimentare e idrica, alla resilienza urbana. Le Nature-based Solutions (NBS), oltre a essere flessibili e adattabili alle sfide ambientali e sociali, conciliano la conservazione delle specie animali e vegetali con il benessere delle persone residenti soprattutto in metropoli e megalopoli. Tra gli esempi, i parchi urbani, le foreste cittadine e i tetti verdi”, spiega a Teleambiente la docente con oltre 25 anni di esperienza sul campo in progetti tra America del Sud e Africa.

Necessario investire, inoltre, sui giardini botanici considerati veri e propri scrigni naturalistici dal valore inestimabile.

Questi piccoli o grandi polmoni verdi rappresentano zone di sperimentazione per le Nature-based Solutions (NBS). A causa del cambiamento climatico, alcune piante saranno delle winner, cioè delle vincenti, e altre piante saranno delle loser, cioè delle perdenti. In quest’ottica, i giardini botanici permettono di capire sia le specie vegetali capaci di sopravvivere a temperature sempre più estreme sia le specie vegetali destinate a morire. Insomma, questi scrigni naturalistici diventano luoghi importanti non solo per sperimentare, ma anche per capire la resilienza della biodiversità alle sfide del Nuovo Millennio”, conclude Tiziana Ulian, Professoressa Associata all’Università degli Studi di Torino, in Piemonte, e Honorary Research Associate ai Royal Botanic Gardens di Kew, a Londra, nel Regno Unito.

 

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