Mens sana in corpore sano, dicevano i latini per rimarcare come la salute del corpo e quella della mente siano interdipendenti.
Un’affermazione che trova sempre più riscontri scientifici. Secondo un recente studio internazionale pubblicato sul Journal of Alzheimer’s Disease, l’esercizio fisico può migliorare la salute del cervello. A sorprendere però è la quantità di attività motoria necessaria per innescare il giovamento; poco meno di 4mila passi al giorno. Un traguardo che abbassa la soglia dei 10mila passi al giorno finora raccomandata per ottenere dei benefici.
Lo studio mostra che all’incremento del movimento fisico corrisponde l’aumento del volume di zone del cervello deputate alla memoria e all’apprendimento. Analizzando le risonanze magnetiche di oltre 10mila persone in diversi Paesi del mondo, è stato dimostrato come gli individui che facevano regolarmente sport o attività fisiche come camminare o correre presentavano delle aree cerebrali più grandi rispetto a quelle dei soggetti sedentari.
Con l’età il volume del cervello umano tende a diminuire, in particolare questo restringimento riguarda l’ippocampo ovvero l’area deputata a custodire i ricordi. Lo studio ha evidenziato però come le persone attive avevano maggiore materia grigia, utile per processare le informazioni, maggiore materia bianca che connette diverse aree del cervello, oltre a volumi maggiori di ippocampo che svolge un ruolo fondamentale nella memoria.
Lo studio incoraggia chi vuole mantenere il proprio cervello in salute ponendo un obiettivo facile da raggiungere. Se per molte persone iniziare a praticare sport nella terza età è impensabile, ripromettersi di fare una passeggiata di 4mila passi al giorno appare invece un obiettivo alla portata di quasi tutti.


