Obiettivo della Conferenza ONU sugli Oceani, in programma a Nizza, in Francia, dal 9 al 13 giugno 2025, è la salvaguardia del pianeta Blu sempre più a rischio a causa dei cambiamenti climatici.
Salvaguardare i mari sempre più degradati a causa dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento e della perdita di habitat. Questo l’obiettivo della Conferenza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) sugli Oceani, in calendario dal 9 al 13 giugno 2025, a Nizza, in Francia. A partecipare alla terza edizione del vertice a tutela del pianeta Blu – la seconda edizione era stata a Lisbona, in Portogallo, nel 2022 – sono 56 tra Capi di Stato e Capi di Governo. Compito dei giganti del pianeta Terra è, tra le altre cose, l’approvazione dell’Agreement under the United Nations Convention on the Law of the Sea on the Conservation and Sustainable Use of Marine Biological Diversity of Areas beyond National Jurisdiction, cioè del BBNJ Agreement. Fondamentale, a detta del documento sottoscritto a settembre 2023 con l’ok di 115 Paesi, la creazione di nuove Aree Marine Protette (AMP) a difesa del 30% della superficie oceanica entro il 2030. Ancora lontana, però, la ratifica di almeno 60 Stati. Non a caso, oggi come oggi, a detta di Greenpeace, l’obiettivo si potrebbe raggiungere soltanto nel 2107.
EN DIRECT I Cérémonie d’ouverture de la Conférence des Nations Unies sur l’Océan à Nice, en France, avec @antonioguterres.
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— Nations Unies (ONU) (@ONU_fr) June 9, 2025
Nel frattempo, un nuovo report del WWF Italia pubblicato in occasione della Giornata mondiale degli oceani dell’8 giugno 2025 ribadisce la necessità di azioni utili alla protezione della Posidonia oceanica endemica del mar Mediterraneo. Soltanto nel 2024, ben 50.000 gli ettari delle praterie verdi presenti negli abissi del Mare Nostrum, pari a 70.000 campi da calcio, a rischio a causa delle attività antropiche impattanti come l’ancoraggio. Fenomeno che potrebbe avere compromesso, seppur per un periodo limitato, la produzione di ossigeno, l’assorbimento di anidride carbonica e il riparo a specie animali.
“Proteggere ecosistemi simili tanto ricchi quanto fragili deve diventare uno sforzo congiunto tra istituzioni, cittadini e scienziati”, dichiara Giulia Prato, Marine Programme Manager del WWF Italia.
Buon #8giugno, #GiornataMondialeOceani
Lo studio #WWF chiede a cittadini e istituzioni di difendere con impegno la #posidonia https://t.co/70gAjkrOFN— wwfitalia (@WWFitalia) June 8, 2025
Conferenza ONU sugli Oceani, ecco il Magazine di Teleambiente sul pianeta Blu
Mari e oceani producono ossigeno e assorbono anidride carbonica, custodiscono una biodiversità ancora sconosciuta e rappresentano una fonte di cibo per la popolazione umana. Eppure, oggi più che mai, il respiro del pianeta Blu è sempre più in affanno a causa del cambiamento climatico. Un fiato corto, anzi, cortissimo, che non possiamo ignorare. Un sintomo che, se non invertiamo la rotta con serie politiche ambientali, può portarci al baratro. Curare il polmone del Globo è, però, ancora possibile, attraverso il Trattato Mondiale sugli Oceani adottato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) a giugno 2023. Ma qual è l’obiettivo del documento? Quanta ricchezza di vita si nasconde negli abissi? Come fare coesistere infrastrutture sottomarine e natura? A rispondere a queste domande nel Magazine di Teleambiente dedicato al pianeta Blu sono Valentina Di Miccoli, Campaigner Mare di Greenpeace Italia, e Francesca Massara, Head of Permitting Management, Easement & Marine Environment di Terna.


