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Nubifragio in Romagna, ora si contano i danni

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In Riviera, si cerca di ripristinare in fretta e furia la funzionalità delle infrastrutture e degli stabilimenti, in vista delle ultime settimane della stagione. Massimo Casanova, ex europarlamentare della Lega e titolare del Papeete, prima se l’era presa con i cittadini che si lamentano del caro lettini, poi ha fatto una rivelazione sorprendente: “Il cambiamento climatico esiste davvero, gli eventi estremi una volta avvenivano ogni vent’anni e oggi sono sempre più ravvicinati”.

È partita la conta dei danni dopo il violento nubifragio che ha colpito la Romagna nella notte tra sabato 23 e domenica 24 agosto. Come al solito, fenomeni meteo sempre più estremi hanno interessato, questa volta, soprattutto la Riviera Romagnola, con bombe d’acqua e raffiche di vento fino a oltre 100 km/h, che hanno devastato diversi centri e località balneari. Un weekend, quello appena passato, che ha sorpreso tanto gli operatori come i tanti turisti che, con l’estate che volge verso la fine, continuano ad affollare le spiagge della Romagna.

Allo stesso tempo, nella giornata di domenica si è lavorato duramente per ripristinare le minime condizioni di sicurezza, nei luoghi pubblici e non solo. Mentre negli stabilimenti balneari si cercava di rimediare rapidamente ai danni causati dal nubifragio, sin dalla tarda serata di sabato, e per tutto il weekend, sono stati centinaia gli interventi dei vigili del fuoco dopo che i forti venti e le piogge intense hanno trasformato le strade in fiumi, provocando anche la caduta di alberi che hanno danneggiato diverse infrastrutture. Essenziale, quindi, il ripristino delle stesse, ma anche la messa in sicurezza degli alberi che, pur senza crollare, sono rimasti pericolanti. Anche se per stimare con precisione i danni ci vorrà del tempo, di certo il quadro delle ore successive agli eventi estremi appare desolante. E non potrebbe essere altrimenti, poiché in meno di sei ore sono caduti 50 millimetri di pioggia, con punte addirittura di 74 nella zona di Rimini, quella più colpita, e sporadiche grandinate in diverse aree della Romagna. Inevitabili, quindi, nelle ore più caotiche del nubifragio, anche diversi interventi dei vigili del fuoco per salvare automobilisti rimasti bloccati in sottopassi allagati, come accaduto a Bellaria, Igea Marina e Rimini.

In attesa dei primi aggiornamenti sull’entità dei danni del nubifragio, si cerca quindi di tornare alla normalità. Difficile, però, capire quale sia la normalità di fronte a questi eventi così estremi. Antonello Pasini, fisico e climatologo del Consiglio nazionale delle ricerche, in un’intervista al Corriere della Sera ha avvertito: “I nubifragi saranno sempre più intensi e frequenti in quelle zone, perché l’Adriatico è sempre più caldo rispetto alla media climatologica, ma c’è anche la confluenza con gli Appennini che causerà temporali potenziati e in grado di rigenerarsi. Le azioni di mitigazione climatica sono fondamentali, ma in zone come la Romagna è ancora più essenziale l’adattamento a questi fenomeni sempre più estremi. Il cambiamento climatico non è un problema ideologico, ma reale, da affrontare a tutti i livelli, sia come cittadini che come istituzioni“.

Chi sembra aver scoperto solo di recente la crisi climatica è Massimo Casanova, proprietario del Papeete Beach di Milano Marittima, amico personale di Matteo Salvini ed europarlamentare della Lega nella scorsa legislatura (dal 2019 al 2024). Dopo aver mostrato i danni causati dal nubifragio al suo noto stabilimento, con ombrelloni distrutti e lettini portati via dal vento, Casanova in un primo momento se l’era presa con i tanti cittadini che criticano l’attuale sistema delle concessioni balneari e i prezzi eccessivi praticati dagli stabilimenti di tutta Italia: “Dove sono ora quelli che rompono per il caro lettini? Ci vorrebbero, ma non servirebbero a niente, sono come i burocrati di Bruxelles“. Neanche ventiquattro ore dopo, però, il titolare del Papeete in un’intervista al Corriere della Sera ha spiegato: “È stata una bella botta, una tempesta che saliva dal mare e ha preso tutta la fascia tra gli stabilimenti balneari e l’interno, fino a 300 metri. Noi l’abbiamo beccata in pieno, alcuni lettini li abbiamo recuperati a 500 metri di distanza. Il cambiamento climatico è un problema serio. Il famoso anticiclone delle Azzorre non esiste più ormai, è cambiato tutto: prima gli eventi estremi c’erano ogni venti anni, ora sono sempre più ravvicinati. E poi le ondate di caldo anomalo, fenomeni che sono sicuramente conseguenza del cambiamento climatico“. La buona notizia è che non possiamo non prendere atto della consapevolezza della crisi climatica da parte di Massimo Casanova. Quella meno buona è che il partito che lo ha portato in mezzo ai burocrati di Bruxelles ha sempre fatto del negazionismo climatico e della lotta al Green Deal (una delle tante, possibili misure di mitigazione) un vero e proprio cavallo di battaglia.

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