Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica: “Supereremo la storica avversione degli italiani, i giovani sono più consapevoli. Gli anziani contrari perché sono della generazione di Chernobyl”.
Nucleare, l’obiettivo dichiarato di Gilberto Pichetto: “Accelerare per avere i primi piccoli reattori modulari (small modular reactors o SMR, ndr) entro dieci anni“. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha sempre avuto le idee chiare su come diversificare il mix energetico nazionale, e dalle dichiarazioni è passato agli obiettivi delineati, nero su bianco, nell’aggiornamento al Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec) recentemente inviato alla Commissione europea. Per farlo, però, è necessario in primis adeguare il quadro giuridico e normativo, facilitando gli investimenti negli SMR.
Il ministro ha rivelato, in un’intervista al Financial Times, di voler presentare una legge che consente di investire nei piccoli reattori modulari. “Stiamo cercando di ridurre il consumo di elettricità e la dipendenza da combustibili fossili importati entro il 2050. Ed entro quella data, l’energia atomica dovrebbe rappresentare almeno l’11% del consumo totale di elettricità del Paese” – ha spiegato Gilberto Pichetto – “Per avere una garanzia di continuità sull’energia pulita, dobbiamo inserire una quota di energia nucleare. Le rinnovabili come il solare e l’eolico non possono fornire la sicurezza di cui abbiamo bisogno“.
Oltre al quadro normativo da aggiornare, e agli investimenti in ricerca e sviluppo, per raggiungere l’obiettivo prefissato da Gilberto Pichetto occorre vincere un certo scetticismo da parte degli italiani. Dopo i due referendum del 1987 e del 2011, un recente sondaggio, commissionato da Legambiente ed effettuato su un campione di mille persone, ha rivelato che il 75% degli intervistati non ritiene che il nucleare sia una soluzione ai problemi energetici dell’Italia, mentre il 25% si dice fortemente contrario per motivi di sicurezza e il 37% si dice favorevole ma se la tecnologia fosse più sicura.
“Sono fiducioso di poter superare questa storica avversione degli italiani al nucleare, la tecnologia più recente ha diversi livelli di sicurezza ed è un vantaggio per famiglie e imprese. L’Italia, anche senza centrali operative, ha mantenuto un’elevata competenza nel settore, con istituti di ricerca all’avanguardia e imprese italiane attive nella catena di approvvigionamento nucleare nei mercati esteri” – ha aggiunto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica – “È una questione di percezione e consapevolezza. I giovani sono più consapevoli, gli anziani meno: sono della generazione di Chernobyl e quando sentono parlare di nucleare automaticamente dicono di no“.
Intanto, però, Gilberto Pichetto si allinea al resto del governo nel difendere le misure sull’agrivoltaico previste dal Decreto Agricoltura. “Siamo tutti contrari a realizzare parchi fotovoltaici nei terreni agricoli, l’Italia ha caratteristiche cartografiche peculiari, non ha enormi spazi per i pannelli solari. Non possiamo coprire colline e montagne” – ha spiegato il ministro – “Gli SMR sono molto più efficienti dei parchi fotovoltaici, perché generare 300 MW richiederebbe solo quattro ettari di terreno“.


