Oggi in Italia i farmaci per curare l’obesità, che non è solo solo un problema legato all’alimentazione ma è una malattia, sono totalmente a carico del paziente. Diritto alle cure, farmaci e relazione con il diabete i temi affrontatati al Festival della Salute.
Torna l’appuntamento con il Festival del Salute, organizzato dall’hub del Gruppo Gedi, due giornate in diretta dall’Ara Pacis di Roma, per scoprire approfondimenti e curiosità legate all’evoluzione del mondo della medicina attraverso le voci dei protagonisti della ricerca e della divulgazione scientifica.
“L’obesità è una malattia cronica caratterizzata da un eccessivo o anormale accumulo di grasso. Nel primo caso vuol dire che c’è una quantità di tessuto adiposo superiore alla media, anormale invece che, quando questo tessuto adiposo è localizzato in posti sbagliati, specie a livello addominale, può causare delle patologie molto gravi. – spiega nel corso del talk Luca Busetto, coordinatore della Obesity Management Task Force della European Association for the study of Obesity e presidente della Società Italiana dell’Obesità (SIO) – L’obesità apre alle porte al diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari e respiratorie, problemi di fertilità sia nel maschio che nella femmina e molti tumori. E’ cronica perché è legata all’alterazione dei meccanismi che regolano il nostro bilancio energetico”.
Ma Busetto specifica anche questa importante, quella del diritto alla cura. “Le persone con obesità non vogliono essere obese, non desiderano esserlo, fanno di tutto per controllare il loro peso ma non ci riescono perché hanno una malattia. Avere questa malattia, come può essere con il diabete, non è colpa della persona obesa. Ma questo purtroppo, per molti anni, non è stato concepito dalla classe medica, ed è ancora una cosa che fa fatica a passare. Essendo una malattia però è chiaro che le persone hanno diritto di essere curate, e ora ci sono cure molte più efficaci“, conclude Busetto.
La relazione tra l’obesità e il diabete di tipo 2
“Quando il grasso si accumula intorno ai visceri, tira fuori delle sostanze negative per il metabolismo degli zuccheri, ovvero per come il corpo maneggia lo zucchero ed altre sostanze. Quando questo grasso si infiamma tira fuori sostanze che impediscono all’insulina, principale ormone che fa usare il glucosio, di funzionare bene, e impedisce anche che il pancreas, la ghiandola che tira fuori l’insulina, ne tiri fuori quantità appropriate. Ecco perché l’obesità è un enorme fattore di rischio per una forma di diabete, quella più diffusa, ovvero quella di tipo 2“. A spiegarlo è Agostino Consoli, presidente nazionale Società Italiana di Diabetologia.
E aggiunge: “Sono quasi 4 milioni per persone in Italia con diabete di tipo 2. Oltre il 75% è obeso/sovrappeso. Un legame strettissimo ma è anche epidemiologico: l’obesità è più diffusa dove c’è più povertà purtroppo, dove l’ambiente urbano non facilita l’attività fisica o dove le condizioni economiche non permettono l’accesso ad un cibo sano e a filiera corta. In queste zone dove c’è più obesità c’è anche più diabete: in Italia dal nord verso il sud la prevalenza aumenta, stessa cosa per il diabete. A Roma, ad esempio, in centro, ai Parioli, Prati, la prevalenza di diabete ed obesità è molto più bassa rispetto a Tor Bella Monaca, dove raddoppia”.


