Il giusfilosofo Otello Lupacchini è l'ospite della nuova puntata de IL PUNTO, in onda questa sera alle 22.30 su TeleAmbiente, canale 18 del DTT Lazio e Umbria e 221 nazionale.

Otello Lupacchini è l’ospite della nuova puntata de IL PUNTO, in onda questa sera alle 22.30 su TeleAmbiente

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Il giusfilosofo Otello Lupacchini è l’ospite della nuova puntata de IL PUNTO, in onda questa sera alle 22.30 su TeleAmbiente, canale 18 del DTT Lazio e Umbria e 221 nazionale.

Nuovo appuntamento con Il Punto, condotto come ogni settimana da Giuseppe Vecchio. L’ospite di questa puntata è Otello Lupacchini, giusfilosofo e autore di numerosi saggi dedicati al diritto, alla giustizia e al rapporto tra potere e legalità. Al centro dell’incontro, un tema di grande attualità e dibattito: la crisi della giustizia in Italia.

Nel corso della trasmissione, Vecchio e Lupacchini affronteranno alcune delle questioni più urgenti del panorama giudiziario: l’efficienza del sistema, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, la necessità di riforme strutturali e culturali. Un dialogo volto non solo ad analizzare le difficoltà della giustizia italiana, ma anche a individuare prospettive di rinnovamento e riflessione etica sul ruolo del diritto nella società contemporanea.

Lupacchini, noto per il suo approccio critico e per la sua visione filosofica del diritto, presenta una lettura ampia e profonda delle dinamiche che attraversano oggi il mondo giudiziario, spaziando dalle radici culturali della crisi ai possibili percorsi di rinascita civile.

Otello Lupacchini è nato nel 1951 nella provincia di Fermo (originario di Lapedona) e ha iniziato la carriera nella magistratura nel 1979. Dopo alcuni anni nella professione forense, è entrato in magistratura e ha occupato incarichi di rilievo – tra cui quello di Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro, incarico assunto all’inizio del 2018.

Ha seguito inchieste complesse, tra cui quelle relative alla morte del pubblico ministero Mario Amato, del generale Leamon Ray Hunt, del banchiere Roberto Calvi, e ha avuto un ruolo nella prima grande operazione contro la Banda della Magliana. Come “giusfilosofo”, definizione che lui stesso assume con orgoglio, si dedica allo studio della filosofia del diritto: il concetto, la realizzazione, e le distanza tra teoria e prassi.

Autore di saggi e libri, tra i quali: “De iniustitiae execratione” (2022) e “Paura e Potere. Società di massa e monopolio della forza al tempo della crisi dello Stato-Nazione” (2020)

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