In anteprima alla Festa del Cinema di Roma il 21 ottobre, poi nelle sale dal 30 novembre. In “Palazzina Laf”, Michele Riondino racconta le ombre della sua Taranto con la storia degli operai dell’Ilva.
Operai pagati per non lavorare e tutto il malessere psicologico che ne deriva, intrappolati da un luogo di lavoro infernale. È la denuncia di Michele Riondino nel suo esordio alla regia con il film Palazzina Laf.
Riondino che, insieme ad Elio Germano è anche davanti alla cinepresa, racconta la storia dei lavoratori della “Laf” la palazzina dove “Settantanove lavoratori qualificati furono costretti a passare intere giornate in quello che loro stessi hanno definito, in tribunale, una specie di manicomio. Il confino in fabbrica per la prima volta fu associato a una forma sottile e latente di violenza privata e per merito di questa sentenza un termine ancora non riconosciuto dal nostro ordinamento fu finalmente introdotto”, ha detto Riondino.
La Laf era infatti la palazzina nella quale negli anni ’90 i proprietari e i dirigenti dell’Ilva di Taranto decisero di confinare gli impiegati che si erano opposti alla “novazione” del contratto, cioè al declassamento a operai.
Palazzina Laf, una storia vera sull’Ilva di Taranto e il malessere della classe operaia
È il 1997. Caterino, uomo semplice e rude è uno dei tanti operai che lavorano nel complesso industriale dell’Ilva di Taranto. Vive in una masseria caduta in disgrazia per la troppa vicinanza al siderurgico e nella sua indolenza condivide con la sua giovanissima fidanzata il sogno di trasferirsi in città. Quando i vertici aziendali decidono di utilizzarlo come spia per individuare i lavoratori di cui sarebbe bene liberarsi, Caterino comincia a pedinare i colleghi e a partecipare agli scioperi solo ed esclusivamente alla ricerca di motivazioni per denunciarli. Ben presto, non comprendendone il degrado, chiede di essere collocato anche lui alla Palazzina LAF. Caterino scoprirà sulla propria pelle che quello che sembra un paradiso, in realtà non è che una perversa strategia per piegare psicologicamente i lavoratori più scomodi, spingendoli alle dimissioni o al demansionamento. E che da quell’inferno per lui non c’è via di uscita.
Palazzina Laf verrà presentato in anteprima sabato 21 ottobre alla Festa del Cinema di Roma per poi arrivare in sala, distribuito da BIM, giovedì 30 novembre.


