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Pesca illegale e surriscaldamento fermano due presidi Slow Food in Puglia

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I pescatori di Ancona e di Torre Guaceto hanno deciso di fermarsi per provare a salvare il mare.

A causa della pesca illegale e del riscaldamento globale pesci e molluschi scarseggiano e per questo due presidi di Slow Food, quelli del mosciolo selvatico di Portonovo e della piccola pesca di Torre Guaceto, sono costretti a chiudere.

Ancona si ferma per un mese, posticipando la stagione, mentre nell’area marina protetta la pesca riprenderà il prossimo anno.

Roberto Rubegni, responsabile Slow Food del Presidio del Mosciolo selvatico di Portonovo, spiega: “Da due anni i pescatori denunciano la presenza di pochi moscioli. Nel 2022 hanno chiuso la stagione a fine agosto, anziché a fine ottobre come previsto dal disciplinare, e la scorsa estate ancora prima. L’hanno fatto per cercare di salvare la stagione successiva, cioè quella che si sarebbe dovuta aprire il 15 maggio”. La misura non è stata sufficiente e anche quest’anno la raccolta è stata rinviata.

Secondo i membri del presidio, ai danni dovuti al surriscaldamento delle acque si sommano quelli causati dalla pesca illegale, “quintali di molluschi sono pescati e rivenduti illegalmente mettendo in pericolo la popolazione dei moscioli”.

Torre Guaceto è un’area marina protetta, all’interno della quale possono operare soltanto le sette barche che aderiscono al Presidio Slow Food della piccola pesca di Torre Guaceto, un solo giorno a settimana e soltanto nell’area più esterna. A causa della scarsità dei pesci già una volta, tra il 2000 e il 2005, Torre Guaceto vietò la pesca, lo stop permise di osservare un incremento della popolazione del 400%, racconta Marcello Longo, presidente di Slow Food Puglia: “Sono stati gli stessi pescatori del Presidio Slow Food, con un atto di responsabilità, a voler fermare la pesca”.

Adesso l’emergenza è tornata e si prova nuovamente a lasciare fare alla natura. Come ulteriore misura preventiva sono state installate delle telecamere di sorveglianza per intercettare eventuali barche non autorizzate che si dovessero fermare nella zona protetta.

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