L’agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha aggiornato la proposta per le restrizioni all’uso di PFAS, aggiungendo altri otto settori industriali e commerciali.
Giro di vite per i limiti all’uso dei PFAS nelle settori industriali e commerciali. L’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha pubblicato un aggiornamento sulle restrizioni all’uso dei composti per-e polifluoroalchilici ai sensi del regolamento europeo sulle sostanze chimiche REACH.
L’aggiornamento è stato curato dalle autorità di Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia, che a gennaio 2023 avevano presentato la proposta iniziale.
Diversi studi hanno correlato l’esposizione ai PFAS a gravi problemi di salute come squilibri ormonali, infertilità e alcuni tipi di cancro, suscitando preoccupazione tra gli scienziati e le autorità di regolamentazione.
Dopo aver valutato oltre 5.600 commenti scientifici e tecnici ricevuti da terze parti, sulla base delle prove raccolte, le cinque autorità hanno adeguato la relazione, denominata “Documento di base”. Il dossier ampliato comprende otto nuovi settori tra industria e commercio che non erano stati menzionati in precedenza.
La proposta dell’agenzia ora comprende restrizioni alle applicazioni di stampa, sigillatura e macchinari, alcuni usi medici, tra cui il confezionamento e gli eccipienti farmaceutici, oltre alle applicazioni militari, per esplosivi, tessuti tecnici e per usi industriali più ampi, come solventi e catalizzatori.
Sebbene l’obiettivo principale della proposta sia un divieto generalizzato, l’Agenzia europea per le sostanze chimiche ha preso in considerazione anche opzioni più flessibili, tra cui la possibilità di continuare a produrre, vendere o usare i PFAS in alcuni settori come elettronica e semiconduttori, energia e trasporti, a condizione che i rischi possano essere controllati.
Sulla base del parere fornito dall’Agenzia, comunque soggetto ad ulteriori valutazioni, la decisione finale sulla restrizione spetterà alla Commissione europea, previa consultazione degli Stati membri.
L’obiettivo finale è definire l’eliminazione graduale dell’utilizzo dei PFAS, con deroghe limitate laddove attualmente non esistono alternative.


