Un’indagine condotta in Toscana ha rilevato elevate quantità di PFAS nella fauna marina del Mediterraneo.
Sono ancora pochi gli studi sulla contaminazione da inquinanti eterni del Mediterraneo. Una ricerca condotta in Toscana dall’Arpa in collaborazione con l’Ateneo di Pisa, ha evidenziato come i forever chemicals siano presenti nella fauna marina.
Il monitoraggio ha rilevato la presenza di PFAS nell’organismo degli animali, a volte in concentrazioni molto alte, oltre ad un sistema immunitario indebolito. Entrambe le condizioni, unite ad altri fattori, secondo l’Agenzia potrebbero rappresentare una concausa nel loro decesso.
PFAS, le analisi in Toscana su delfini, tartarughe e squali
I campioni di tessuto prelevati dagli esemplari spiaggiati – 26 delfini Stenella, 2 tartarughe e 9 squali – sono stati analizzati tramite cromatografia liquida accoppiata ad ad altissime prestazioni (HPLC) accoppiata a spettrometria di massa ad alta risoluzione (HRMS).
I risultati mostrano la presenza di sostanze per e-polifluoroalchiliche a livelli compatibili con quelli presentati da studi pregressi. Gli scienziati hanno inoltre notato che le concentrazioni maggiori si trovavano nei tessuti dei delfini, in cui la contaminazione più alta è stata rilevata nel fegato. Le concentrazioni di PFAS poi, sono maggiori nei delfini più giovani (appena svezzati o allattati).
All’analisi è stata unita la ricerca dei forever chemicals nello stomaco degli animali spiaggiati o catturati accidentalmente. Sono stati esaminati anche le loro principali prede (acciughe, sardine, gamberi, granchi, seppioline, etc.) per ricostruire il percorso seguito nella catena alimentare.
Una ricerca ARPAT ha evidenziato concentrazioni anche molto alte di #PFAS in animali marini e indebolimento del sistema immunitario. Colpiti soprattutto giovani #delfini. In collaborazione con @unisiena saranno monitorati anche cozze, telline e naselli https://t.co/APRID877TE pic.twitter.com/aR1v7heZLq
— ARPAT (@arpatoscana) February 27, 2024
I PFAS si trovano ormai ovunque e la contaminazione dell’acqua e del suolo è presente in quasi tutte le Regioni d’Italia, come mostra la mappa elaborata dal team di Forever Pollution Project.
Un problema che si ripercuote sulla salute delle persone, oltre che sugli ecosistemi. Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace Italia, ha spiegato a TeleAmbiente che in Europa: “non si scelse di tutelare con un valore limite la salute umana ma si scelse un valore di compromesso, che non è, di fatto, cautelativo per la salute umana”.


