Il ministro sulla scelta di inserire anche l’energia atomica: “Una via obbligata, il fabbisogno energetico italiano cresce sempre di più e le rinnovabili non bastano”.
L’Italia è chiamata a inviare all’Unione europea, entro il 30 giugno, un aggiornamento al Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec). La versione del luglio 2023, infatti, non appariva sufficientemente ambiziosa e in questi giorni se ne sta discutendo anche in Parlamento. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, ha spiegato che nel mix energetico italiano sarà previsto anche l’inserimento del nucleare: “Una via obbligata, in Italia consumiamo circa 305 TWh di energia elettrica all’anno e la proiezione al 2050 è di un consumo di 700-750 TWh. Il fotovoltaico produce di giorno e ha il problema dei terreni, l’eolico possiamo farlo offshore ma funziona solo se c’è vento, possiamo fare gli accumuli con le batterie ma serve il litio“.
“Al momento non abbiamo il mix energetico per raggiungere quei 750TWh, dobbiamo renderci conto della realtà, serve il nucleare di nuova generazione, non più grandi centrali ma somme modulari” – ha spiegato Gilberto Pichetto in un’intervista a Il Foglio – “Per la prima volta inseriremo il ricorso all’energia nucleare nel Pniec, al 2040-2050 vorremmo arrivare ad una produzione pari a circa il 20% della proiezione del consumo. Il nucleare consentirà di integrare le rinnovabili per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione“.
Per preparare la strada al nucleare di nuova generazione, oltre al piano di ricerca e tecnico, occorre definire un quadro giuridico-regolamentare. Per questo, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha incaricato dell’adeguamento il professor Giovanni Guzzetta, costituzionalista dell’Università di Roma Tor Vergata. Il suo compito sarà definire l’iter autorizzativo e tutti i relativi ruoli.
Gilberto Pichetto ha poi parlato del Pniec anche nel corso del workshop dei presidenti di Medreg. “Una parte di grande rilievo è la cooperazione regionale sulle infrastrutture energetiche, ci sono diverse iniziative che puntano ad ampliare l’interconnessione tra l’Italia e i Paesi limitrofi, in primis la Tunisia, ma anche il resto del Nord Africa e la Francia” – ha spiegato il ministro – “Nel processo di aggiornamento del Piano è stato seguito un approccio realistico e basato sulla neutralità tecnologica, che prevede comunque una forte accelerazione su fonti rinnovabili elettriche. Inoltre, puntiamo sulla produzione di gas rinnovabili (biometano, idrogeno e altri carburanti compreso l’HVO), sulle ristrutturazioni edilizie, sull’efficienza energetica e sull’elettrificazione dei consumi finali“.
“Ci sono poi progetti per raddoppiare il collegamento elettrico con il Montenegro per rafforzare gli scambi energetici con i Balcani e non solo con il Nord Africa. L’energia potrà così essere esportata verso il Nord Europa, in particolare Austria e Germania, anche tramite le interconnessioni elettriche esistenti” – ha aggiunto Gilberto Pichetto – “Puntiamo anche a sviluppare un corridoio di importazione di idrogeno che colleghi Italia, Germania e Austria con il Nord Africa. L’obiettivo, a livello Ue, è importare 10 milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabili entro il 2030“.


