Nel periodo della pandemia un gruppo di associazioni operanti nel rione Esquilino ha sentito l’esigenza di unire le forze e avviare una collaborazione sul territorio. Passata l’emergenza legata al covid, il gruppo si è strutturato formalmente prendendo il nome di Polo Civico Esquilino.
Si tratta di un ente civico fatto di associazioni che operano nel rione romano e che coordinano attività a sfondo sociale e culturale aperte a tutti. L’obiettivo è rinsaldare il senso di comunità che spesso si sfalda nelle grandi città.
Piazza Pepe è uno dei luoghi simbolo di una riappropriazione degli spazi pubblici che stenta a decollare ma che è a portata di mano se si occupano gli spazi con persone, idee e partecipazione.
“L’idea è quella che stiamo facendo in questi anni di unire le forze realmente. – dichiara Lorenzo Teodonio, Vicepresidente del Polo Civico Esquilino- Per questo è molto importante per noi essere qui oggi in piazza, questa assemblea che sostanzialmente segna un passaggio, ma in realtà il Polo nasce anche con un’ambizione di democrazia assembleare, per cui sono delle assemblee che facciamo periodicamente, chiaramente dipende un po’ dal luogo, oggi la facciamo qui a Piazza Pepe proprio perché sappiamo che è un punto dove in questo anno abbiamo intensificato la nostra attività.”
Alessandra Cutolo, responsabile dell’animazione culturale del Polo Civico ha spiegato la scelta della piazza come sede delle assemblee del Polo: “Un’assemblea in Piazza Pepe perché il Polo Civico dell’Esquilino quest’anno si è concentrato sul lavoro di tutti i rione nella piazza, perché riteniamo che questa piazza è una piazza storica, una piazza bellissima. Siamo sotto all’acquedotto che da 2000 anni porta l’acqua al centro di Roma, è una piazza che va valorizzata e va valorizzata assieme con le comunità che vivono in questo territorio. Oggi ci sono le comunità etiopiche che hanno portato i loro quadri, che esporranno i loro quadri, ma in questi mesi abbiamo fatto vivere tutte le comunità dell’Esquilino, abbiamo lavorato con i nigeriani che ci hanno proposto l’afrozumba con Steve Mejuru, abbiamo portato i bambini che giocavano a calcio dell’Esquilino Football Club, abbiamo portato il torneo di ping pong dei Pongisti di Piazza Vittorio, abbiamo portato le visite archeologiche aperte a tutti, gratuite, fatte da Marta Rivaroli che ci ha raccontato il sistema dei passaggi dell’acqua che arrivavano fino all’incrocio dell’acquedotto che si trova a Piazza Vittorio, abbiamo portato tutte le comunità con i loro aperitivi, abbiamo portato il mondo, perché riteniamo che sia la partecipazione quella che farà rivivere questo territorio e non un discorso securitario, perché Roma si prende cura di se stessa attraverso la partecipazione.”
Martina Di Paolo, operatrice socio-legaledel Polo racconta a TeleAmbiente alcuni dei servizi forniti: “All’interno del Polo Civico Esquilino, a partire dal mese di novembre, effettivamente attivo da dicembre, c’è questo sportello di tutela sociale, sportello welfare di comunità che al tempo stesso è uno spazio che offre ascolto alla cittadinanza in senso ampio, specialmente nelle fasce più vulnerabili. Lo sportello al momento è aperto con altre fasce distinte durante la settimana e l’idea è quella comunque di una collaborazione che non sia solamente all’interno dello spazio ma anche all’esterno e che ha permesso per esempio di intercettare una serie di casistiche, tra cui quelle che abbiamo trovato sul Piazza Pepe.
L’idea è di fare un lavoro di congiunto anche con altre realtà che sono nello specifico Parsec, che è un’associazione cooperativa che si occupa da tempo di dipendenze da droghe e alcol e anche l’associazione psicologia in ascolto che invece ha iniziato a supportarci offrendo supporto psicologico gratuito a varie persone che abbiamo incontrato e che si è resa disponibile nel presentare insieme a Parsec una progettazione sociale integrata sul Piazza Pepe. E quindi diciamo che effettivamente la funzione e forse la specificità di questo sportello è quello di non essere solamente uno sportello che offre risposte immediate ma che ha anche un’ambizione alta che è quella di riuscire a unire i vari servizi integrati del Rione e quindi di poter essere un punto di accesso in cui le persone sperimentano un bisogno di riuscire a trovare una risposta territoriale a livello già localizzato.”
Paolo Venezia, antropologo membro del Polo Civico Esquilino ha seguito la progettazione di diversi progetti sul verde urbano: “Il progetto più importante su cui stiamo lavorando è quello della trama verde dell’Esquilino, è
un progetto che già abbiamo presentato al Biennale dello Spazio Pubblico che ha vinto anche un premio e che si propone di collegare con assi verdi i giardini e le aree verdi dell’Esquilino.
Quindi creare dei percorsi pedonali ciclabili o comunque a mobilità dolce che permetta alle persone di spostarsi all’interno del Rione per andare a lavorare, per andare a scuola, per andare alle poste, per andare al mercato senza dover fare troppi pericolosi attraversamenti pedonali ma vivere la città come anche una continuità di spazi verdi che è quello di cui più abbiamo bisogno. Quindi curare i giardini esistenti, curare gli spazi verdi
esistenti ma anche ampliarli, renderli più vivibili e fare della città anche una città a misura di bambino, a misura di persone che hanno difficoltà a spostarsi in una città dove ancora purtroppo dominano le macchine.”


