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Protesta dei trattori, annunciata manifestazione a Roma “contro governo e sigle”

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“Non è finita qui” sembrano dire gli agricoltori europei che promettono ancora battaglia dopo avere mostrato la propria rabbia, anche con episodi di violenza, nelle manifestazioni di Bruxelles.

Adesso si preparano nuove dimostrazioni nazionali per ribadire che le concessioni finora proposte dalla Commissione europea non sono sufficienti a risolvere la questione agricola.

A Roma per la prossima settimana è stata annunciata una manifestazione senza mezzi per protestare contro governo e sigle sindacali che, sostiene Danilo Calvani, uno dei leader degli agricoltori, “non ci rappresentano più”.

Oltre alla proroga della deroga all’obbligo di lasciare incolto il 4% dei propri terreni, già promessa da Bruxelles, gli agricoltori chiedono il mantenimento delle agevolazioni al settore e l’abbandono delle restrizioni imposte dal Green Deal. Troppi gli investimenti necessari per rispettare i nuovi parametri della PAC (la Politica Agricola Comune). Sebbene il settore agricolo sia da sempre considerato strategico dall’Unione e per questo goda di enormi finanziamenti, gli agricoltori lamentano un impoverimento costante delle piccole realtà che rende impossibile un’ulteriore perdita di profitto, perdita che sarebbe innescata dalle nuove regole della PAC.

Un esempio di tale dinamica è costituito dalla riduzione dell’uso di fitofarmaci, dapprima prevista da Bruxelles e poi stralciata dietro le proteste dei coltivatori. Senza incentivi che rendano sostenibile economicamente il passaggio a un sistema più rispettoso dell’ambiente le nuove norme non possono entrare in vigore pena il fallimento degli agricoltori. Questo l’aut aut imposto dai lavoratori del settore.

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