Continua il braccio di ferro tra governi europei e agricoltori, a innescare le proteste è la concomitanza di più fattori.
Le norme nazionali, in applicazione del Green Deal europeo e della nuova PAC; la Politica Agricola Comune, hanno imposto delle regole più restrittive a tutela dell’ambiente per accedere al Fondo europeo per l’agricoltura, a queste si sommano i tagli degli sgravi fiscali, dettati dalla necessità di fare quadrare i bilanci nazionali, e i rincari delle materie prime innescati dalle guerre in Ucraina e in Medio Oriente.
Un paradosso, la protesta dei trattori, se pensiamo che l’Europa stanzia da sempre somme enormi per sostenere il settore agricolo, uno dei più sussidiati dell’Unione, perché considerato strategico. La PAC entrata in vigore nel 2023 ha stanziato 386,6 miliardi di euro. Oltre il 30% del bilancio europeo.
Marco Omizzolo, sociologo e scrittore, intervistato da TeleAmbiente evidenzia il ruolo colpevole giocato dalle politiche nazionali che non hanno mai sostenuto la transizione ecologica del mondo agricolo: “La protesta dei trattori nasconde molte cose; all’interno di questo mondo abbiamo imprenditori, contadini, che sono stati realmente strozzati non dall’Unione europea, che ha sempre sostenuto con finanziamenti importanti questo mondo, ma da politiche, soprattutto nazionali, che non hanno mai accompagnato questo mondo fondamentale per la nostra vita verso un cammino di innovazione di carattere ambientale. La protesta è anche accompagnata da 10 anni in cui la politica ha adottato un linguaggio anti Europa. Poi c’è un altro pezzo di questo mondo che invece ha molto da nascondere, è difficile distinguerli, però c’è un pezzo che ha fondato il proprio sistema sullo sfruttamento, sulla sofisticazione alimentare, su problemi di carattere ambientale. Ho visto decine di agricoltori dare fuoco ai propri rifiuti all’interno delle proprie aziende o nasconderli sotto terra, ecco questi dovrebbero essere separati dalla giusta riflessione. Il problema non è l’Europa ma le politiche agricole che negli ultimi 20 anni sono state fatte in Italia e va riconosciuta una responsabilità diretta a chi, nel corso degli ultimi anni, su questo ha costruito delle straordinarie carriere politiche.”


