All’interno della grotta di Segeberger Kalkberg, vicino ad Amburgo, in Germania, per la prima volta nella storia le telecamere a infrarossi hanno immortalato i ratti impegnati a cacciare i pipistrelli in volo.
Un comportamento tanto eccezionale quanto inquietante. All’interno della grotta di Segeberger Kalkberg, a Bad Segeberg, a 50 chilometri da Amburgo, in Germania, i ratti hanno predato i pipistrelli in volo. A immortalare per la prima volta la scena descritta in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Global Ecology and Conservation” sono state le telecamere a infrarossi.
Diversi i momenti dell’incredibile sequenza con protagonisti i roditori: dal loro silenzioso arrivo sopra una piattaforma sporgente, al loro lungo appostamento per cogliere il momento migliore, fino al loro improvviso attacco ai chirotteri a mezz’aria. Scene che, dopo essere state viste e riviste, hanno sorpreso perfino i ricercatori.
Già, perché, almeno fino a oggi, il ratto bruno, nome scientifico Rattus norvegicus, ha cacciato soltanto piccoli mammiferi, uccelli appena nati e pesci di modeste dimensioni. Mai documentata, invece, una sua audace, efficace e precisa tecnica di caccia contro un pipistrello. Tra la fine di agosto e l’inizio di ottobre 2020, secondo gli scienziati, almeno 30 i tentativi di predazione. 13, invece, le catture andate a buon fine, nonostante il buio pesto all’interno della cava tedesca solita ospitare 30.000 chirotteri. Proprio per questo, a detta dei ricercatori, i roditori hanno utilizzato i loro lunghi baffi chiamati vibrisse per intercettare le prede. Una strategia vincente, dunque, per le leggi della natura. Preoccupante, invece, l’impatto sulla biodiversità. Il motivo?
Pochi ratti potrebbero decimare le popolazioni di pipistrelli già a rischio di estinzione a causa dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento e della perdita di habitat. L’interazione tra le due specie animali, inoltre, potrebbe contribuire alla diffusione di virus con conseguenze catastrofiche per l’intero pianeta Terra.


