Dopo decenni di lotte degli animalisti, nel Regno Unito il divieto di esportazione di animali vivi diventa legge. Ciwf UK: “Momento storico”.
Il divieto di esportazione di animali vivi nel Regno Unito diventa legge. Lo storico disegno di legge, dopo 50 anni di lotte da parte delle organizzazioni per la protezione degli animali, il 14 maggio ha superato la fase finale in Parlamento e sarà convertito in legge.
L’Animal Welfare (Livestock Exports) Act metterà fine al trasporto di mucche, pecore e maiali e a decenni di sofferenze per milioni di animali esportati da e per la Gran Bretagna per la macellazione o l’ingrasso.
La decisione arriva dopo una consultazione del governo che quattro anni fa aveva evidenziato un forte sostegno al divieto da parte dei cittadini, per l’87% a favore della misura. Un segnale importante che rivela la maggior consapevolezza da parte del pubblico sul benessere degli animali e l’opposizione alla crudeltà dell’industria dell’allevamento.
Soddisfatto il movimento Compassion in world farming (Ciwf UK), che dichiara: “Questo è un giorno davvero importante per gli animali d’allevamento e da celebrare! Avrà così ufficialmente fine questo commercio orribile, inutile e obsoleto, che per decenni ha causato la sofferenza, lo sfinimento e persino la morte di milioni di animali stipati all’interno di camion in lunghi e stressanti viaggi, causando sofferenza, stanchezza e persino morte, finirà ufficialmente”.
Un traguardo per gli animalisti, che da decenni lottano per fermare la sofferenza e lo sfruttamento degli animali allevati a scopo alimentare in tutta Europa. Ogni anno nel Regno Unito vengono esportati fino a 1,6 milioni di animali, stipati in camion senza spazio per muoversi. Soffrono di fame, sete e stress, il tutto aggravato dalle temperature eccessive e dalle condizioni estreme.
Together we’ve BANNED live exports!
Words can’t express how thankful we are to every single person who’s helped make this happen.
You’ve saved countless animals from suffering unimaginable horrors, don’t ever forget that.@DeborahMeaden @PeterEgan6 @marcthevet @philip_ciwf pic.twitter.com/0NBbopvjJX
— Compassion in World Farming (@ciwf) May 14, 2024
Divieto di esportazione di animali vivi, qual è la situazione negli altri Paesi?
L’approvazione del divieto Oltremanica però, potrebbe affrontare l’opposizione da parte dell’industria zootecnica e, secondo Matteo Cupi, Vicepresidente di Animal Equality Europa: “È fondamentale continuare a sollecitare la politica per garantire che il divieto venga attuato in modo efficace e che tutti gli animali siano protetti dalla crudeltà dei trasporti in tutto il mondo”.
Alcuni Paesi si sono già attivati per limitare le sofferenze degli animali nel trasporto. Come il Brasile, che lo scorso anno ha vietato l’esportazione di mucche e vitelli vivi. In Nuova Zelanda invece, è entrato in vigore un divieto che pone fine a tutte le esportazioni di animali vivi via mare.
Sotto la pressione delle associazioni animaliste, tra cui Animal Equality, il Parlamento europeo ha espresso la necessità di modificare il regolamento CE 1/2005 – “Regole dell’Unione europea sulla protezione degli animali durante il trasporto” molti Stati dell’Ue hanno già espresso il loro favore rispetto alla protezione degli animali nel momento del trasporto. Il governo italiano invece ha assunto una posizione contraria alla tutela, dichiarando l’intenzione di voler mantenere la situazione attuale, reputando sufficienti le norme e i controlli in vigore.


