Nella prestigiosa cornice istituzionale del Palazzo del Campidoglio si è tenuto il XXIII Meeting Nazionale della Rete Italiana Città Sane – OMS, a cui ha finalmente aderito anche Roma Capitale.
La Rete Italiana Città Sane – OMS, che promuove le buone pratiche e le politiche di salute pubblica in ambito urbano, compie 25 anni e lo fa raccogliendo una adesione molto significativa: quella di Roma. Anche per questo, nella prestigiosa cornice istituzionale del Palazzo del Campidoglio, si è tenuto il XXIII Meeting Nazionale, una due giorni in cui associazioni, Comuni, esperti sanitari, imprese, fondazioni, enti del terzo settore e ricercatori si sono incontrati e confrontati.
L’adesione di Roma Capitale rappresenta un passo molto importante per la Rete Italiana Città Sane, che segue l’approccio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ai determinanti sociali, ambientali e comunitari della salute.
“Roma Capitale, oltre ad aver finalmente aderito al network, ospita questa due giorni per confrontarci con altri Comuni e con tante esperienze che in ogni territorio mettono al centro questa priorità: la salute è un tema che riguarda tutti e non solo le persone più fragili. Con il sindaco Roberto Gualtieri abbiamo voluto aggiungere, nelle deleghe, la parola Salute accanto alle Politiche sociali nel mio Assessorato. Per noi questo approccio è fondamentale, è ciò che da tantissimi anni l’Organizzazione Mondiale della Sanità ci ripete: le politiche per la salute sono trasversali, non riguardano solo il welfare ma anche gli interventi urbanistici e una visione più ampia della nostra città e della qualità della vita dei nostri cittadini” – ha spiegato Barbara Funari, assessora alle Politiche sociali e alla Salute di Roma Capitale – “La questione è sempre più urgente, i cambiamenti climatici ci spingono ancora di più a lavorare in questo senso. Quando ognuno, per la propria competenze, fa la propria parte, siamo certi che potremo, anche su questo, migliorare la salute pubblica dei romani e delle romane“.
Roma, tra l’altro, essendosi dotata di un Ufficio per il Clima, ha già dimostrato una particolare sensibilità di fronte alla salute pubblica nel contesto degli effetti più critici e pericolosi del cambiamento climatico.
“In particolare, l’impatto del caldo incide moltissimo sulla salute delle persone e soprattutto nella fascia di popolazione più vulnerabile: bambini, anziani, persone con problemi di salute. In una città come Roma, con l’aumento del caldo che c’è stato in particolare negli ultimi tre anni, è stato evidenziato un aumento medio delle temperature di oltre 2°C, è facile capire quanto l’aumento di giornate con temperature elevate e di ondate di calore possa avere un impatto sulla popolazione” – il commento di Edoardo Zanchini, direttore dell’Ufficio per il Clima di Roma Capitale – “Avere delle città sane significa anche avere spazi per la popolazione, durante queste giornate, avere aria più pulita e avere la possibilità di trovare reti di supporto che possano aiutare e informare per tempo la popolazione, specie quella più fragile. Per questo, il tema del clima rientra in una questione generale, più ampia, che è quella delle città sane“.
Parlando di salute pubblica, non si può non considerare il tema delle mense, e in particolare quelle scolastiche. Una alimentazione corretta e bilanciata è essenziale, soprattutto durante l’infanzia, ed è anche per questo che tanti Comuni, in tutta Italia, stanno dimostrando una attenzione sempre maggiore. Lo dimostrano chiaramente gli ultimi dati, che seppur eterogenei sul territorio nazionale, fanno intravedere un trend positivo, che va verso una offerta delle mense scolastiche sempre più variegata, sana e sostenibile.
“La ristorazione collettiva, soprattutto nelle scuole primarie, è un servizio molto importante. Purtroppo, dai dati emerge un’Italia a due velocità: il servizio è sicuramente più presente al Nord che al Sud, anche se ci sono delle realtà, come la Puglia, che offrono servizi di ristorazione collettiva nelle mense scolastiche con una maggiore attenzione alle materie prime” – ha spiegato Ilenia Grieco, nutrizionista – “Si pensi all’introduzione dell’olio extravergine d’oliva a partire da filiera controllata o alla maggiore attenzione a quelli che sono gli ingredienti del territorio“.
“Il tema della ristorazione collettiva nelle scuole è strettamente correlato a quella che sarà la ristorazione del futuro. Una ristorazione che guarda più alla sostenibilità, soprattutto perché il cliente, insieme agli chef, è più informato, esigente e attento alla filiera e all’origine del prodotto” – ha aggiunto Ilenia Grieco – “Anche per questo, non escludo che ci possa essere una collaborazione sempre più stretta tra chef e nutrizionisti“.
In merito alla proposta di legge, presentata alla Camera dalla deputata Eleonora Evi come prima firmataria, e che punta ad ampliare l’offerta di proteine vegetali in tutte le mense pubbliche, la nutrizionista Ilenia Grieco esprime il proprio favore. L’esperta spiega anche che si tratta di una proposta concretamente realizzabile, anche perché in diverse realtà, tra cui proprio le mense scolastiche, la giusta strada è stata già intrapresa anche se si è solo all’inizio: “In base alle linee guida per fasce d’età, è stato introdotto il consumo di proteine vegetali da due a quattro volte a settimana. Quindi credo che sia una via facilmente percorribile“.


