Rinnovabili, Anev Settore eolico già in crisi No! Il problema è la burocrazia

Rinnovabili, Anev: “Settore eolico già in crisi? No! Il problema è la burocrazia”

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Davide Astiaso Garcia (Anev) a Rapporto Mondo su TeleAmbiente: “A mettere a rischio il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione in Italia è la burocrazia”

Da mesi si parla di una presunta crisi del settore dell’energia eolica, una delle più importanti tecnologia per la produzione di elettricità pulita. Una crisi dovuta a un calo di investimenti ma anche legata alla tecnologia ancora – in qualche modo – embrionale. Ma non è così ovunque e soprattutto non è così in ogni settore. Differenze sostanziali esistono – ad esempio – tra l’eolico onshore, cioè gli impianti a terra e l’eolico offshore, cioè quelli installati in mare.

Un settore, quest’ultimo, che in Italia non è sviluppato quanto il primo a causa della conformazione stessa del Mediterraneo. E allora, si può parlare della crisi dell’eolico anche in Italia? Dipende, come ha spiegato a Rapporto Mondo Davide Astiaso Garcia, segretario generale dell’Anev, l’Associazione Nazionale Energia del Vento.

“In Italia vediamo che questa sorta di crisi non riguarda l’eolico a terra poiché qui non abbiamo problematiche di costo dell’energia, la pianificazione è molto più semplice e la maturità è molto più elevata perché è la tecnologia rinnovabile più sviluppata al mondo quindi fa sì che il prezzo dell’energia è molto più basso”, ha spiegato.

“Da quello che abbiamo visto non c’è una crisi perché l’Europa ha deciso di puntare sulla decarbonizzazione a causa in primis della crisi climatica. All’interno delle direttive europee che vedono una decarbonizzazione progressiva delle nostre società l’eolico e il fotovoltaico sono le due tecnologie ad oggi principe per ottenere gli obiettivi almeno al 2030. Perché sono le più economiche. L’Europa ha puntato prima sull’eolico e in seconda battuta sul fotovoltaico come potenza totale installata. L’Italia ha un obiettivo di gigawatt maggiore per il fotovoltaico rispetto all’eolico ma sono queste due che dovranno fare la transizione da qui ai prossimi anni”.

Eolico in crisi? No, bisogna semplificare le regole

E dunque, se il problema riguarda soprattutto l’eolico offshore, c’è il pericolo che non si riusciranno a raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione prefissati?

“A nostro avviso c’è un rischio che non si raggiungano gli obiettivi prefissati anche dal governo italiano al 2030 con l’aggiornamento del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, ormai mancano pochi anni a questa scadenza. Ma questo rischio non è connesso a problematiche né della tecnologia stessa né industriali ma è connesso a un problema di semplificazione delle procedure, della burocrazia. Anche questo è stata una criticità che ha fatto sì che alcuni investitori hanno deciso di puntare magari sulla stessa tecnologia dell’eolico ma in altri Paesi dove c’era una visione più consolidata e stabile di quelle che sono le regole”, ha risposto il segretario generale dell’Anev Davide Astiaso Garcia.

L’INTERVISTA COMPLETA A DAVIDE ASTIASO GARCIA

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