Rinnovabili in forte crescita nel 2024 boom di nuovi impianti in Italia

Rinnovabili in forte crescita: nel 2024 boom di nuovi impianti in Italia

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Nel 2024 l’Italia ha registrato un record di investimenti nelle rinnovabili, con oltre 80 GW di nuovi progetti. Fotovoltaico, agrivoltaico e accumuli trainano la transizione.

Nonostante le tensioni geopolitiche che hanno segnato il 2025, l’industria delle energie rinnovabili in Italia ha proseguito la sua corsa, accelerando su più fronti. A metterlo nero su bianco è l’Irex Annual Report 2025, lo studio annuale di Althesys sul settore elettrico.

Secondo quanto dichiarato da Alessandro Marangoni, amministratore delegato e a capo del team di ricerca, il rapporto evidenzia “un miglioramento delle condizioni per gli investimenti, anche in un contesto di crisi geopolitica”. La rapida espansione delle rinnovabili sta trasformando il sistema elettrico, che dovrà adattarsi ai cambiamenti attraverso nuovi meccanismi di sostegno, lo sviluppo degli accumuli e l’evoluzione del quadro normativo.

Rinnovabili, crescita costante

Il 2024, sul fronte delle rinnovabili, ha segnato un’accelerazione rispetto al già positivo 2023: le operazioni censite sono state 1.834, con un incremento del 55%, per una potenza complessiva di 81,6 GW e un valore stimato in 121 miliardi di euro. Il 98% dei nuovi progetti è localizzato in Italia, coinvolgendo in gran parte aziende già specializzate in energie rinnovabili.

Tra le tecnologie, il fotovoltaico domina per numero di operazioni (893), con 16,4 GW e 12,2 miliardi di investimenti. L’agrivoltaico si distingue invece per potenza (22,7 GW) e per numero di iniziative (541), con 17,3 miliardi di euro. L’eolico offshore si afferma per valore dei progetti: oltre 60 miliardi di euro.

Importante anche il ruolo degli accumuli, che nel 2024 hanno raggiunto 5,7 miliardi di investimenti. Lo storage italiano supera i 10 GW, di cui circa il 46% associato a impianti rinnovabili. La capacità complessiva è di 66,7 GWh, dominata ancora dai pompaggi.

Uno dei principali motori della crescita è il miglioramento del permitting. Le procedure semplificate hanno favorito il rilascio di autorizzazioni, in particolare per il fotovoltaico di piccola taglia, che è passato da 3,1 a 5,2 GW. Crescono anche le autorizzazioni per accumuli “stand alone” e tecnologie offshore. Rimangono invece criticità nel settore eolico, dove il divario tra potenza richiesta e autorizzata resta ampio.

A livello europeo ancora lontani dagli obiettivi di decarbonizzazione

A livello europeo, il report segnala un passo ancora insufficiente verso gli obiettivi 2030. Solo il fotovoltaico appare in linea, coprendo l’80% degli 82 GW installati nel 2024, grazie alla competitività dei costi. I Lcoe (cioè il costo medio per produrre un megawattora di energia durante tutta la vita di un impianto) del fotovoltaico sono in calo: per gli impianti commerciali si attestano a 96,8 €/MWh (-9,3% sul 2023), con una media di 63,6 €/MWh per quelli utility scale (-17%). La Spagna registra i costi più bassi (50,9 €/MWh), mentre il Sud Italia quelli più alti (68,2 €/MWh).

Per l’eolico onshore, il Lcoe  medio è di 72,9 €/MWh (-4,8%), mentre per l’offshore sale a 108,5 €/MWh (+8,2%), con grandi differenze territoriali: dai 79,6 €/MWh del Mare del Nord ai 149,1 €/MWh del Mediterraneo.

Il report guarda anche alle prospettive per il 2025, segnato da incertezze legate alla politica statunitense sui dazi, che potrebbero influenzare le filiere di eolico e fotovoltaico. Si prevede una stabilità o un lieve aumento dei costi per il fotovoltaico, mentre per l’eolico – in particolare l’offshore – è atteso un calo grazie alla riduzione del costo del capitale.

Il documento analizza infine le conseguenze della crescita delle rinnovabili sul funzionamento dei mercati energetici. Aumentano le ore a prezzi nulli o negativi (dal 1,9 al 2,8%), mentre i prezzi medi dell’elettricità e del gas Ttf sono scesi nel 2024, rispettivamente da 96 a 81 €/MWh e da 41 a 34 €/MWh.

Per garantire l’affidabilità del sistema, i decisori devono puntare su meccanismi di mercato a lungo termine, potenziamento delle reti e soluzioni di flessibilità. In questo senso, il Macse – misura di sostegno agli accumuli – sarà cruciale. Al 2030 si prevedono 76-96 GWh di nuova capacità di accumulo, che potrebbero salire a 121-338 GWh al 2035.

Infine, il report indica che l’Italia intende percorrere anche la strada nucleare, con un obiettivo di 8 GW al 2050 attraverso reattori di nuova generazione. Restano però aperte questioni decisive, come il sito per i rifiuti radioattivi, l’integrazione con le rinnovabili, l’accettabilità sociale e il finanziamento.

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