È arrivato nel Consiglio dei ministri di questa mattina l’ok al decreto legislativo sugli impianti per l’energia rinnovabile.
La riunione dei ministri del governo Meloni ha dato il via libera al Testo Unico per le rinnovabili dopo due anni di attesa. L’ultimo consiglio dei ministri prima della pausa estiva ha dato,dunque, l’ok alla norma che prevede autorizzazioni più rapide sugli impianti per la produzione di energia rinnovabili.
Le tipologie di procedura per l’autorizzazione passano da cinque a tre “con una distinzione tra le attività libere, quelle fino ad una certa quota di MW, le attività con una procedura abilitativa semplificata e poi un’autorizzazione unica per quelle grandi”, ha spiegato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.
Il nuovo provvedimento dispone che l’attività libera non richieda atti di assenso o dichiarazioni, tranne in caso di vincoli paesaggistici, nel quale l’autorità dovrà esprimersi entro trenta giorni (oggi il termine e’ di almeno 45 giorni).
La procedura abilitativa semplificata, invece, riguarda quei progetti che non richiedono procedimento di “permitting” e non sono assoggettati a valutazioni ambientali. Nello specifico, a seconda dei casi specifici indicati dal Testo, si va da un minimo di 30 giorni ad un massimo di 75 per terminare la procedura.
L’istanza di autorizzazione unica va invece presentata alla Regione per impianti sotto i 300 megawatt mentre al MASE per impianti che superano questa soglia.
Il decreto rinnovabili non piace alle associazioni di settore
Eppure il decreto non piace alle associazioni di settore. Attilio Piattelli, presidente del Coordinamento FREE, alla vigilia dell’ok del consiglio dei ministri aveva parlato della bozza della nuova norma sottolineandone le criticità. “Stupisce vedere che nella bozza circolata del cosiddetto Testo Unico delle Rinnovabili , siano apparsi elementi di complicazione anziché di semplificazione. Sembra che ogni occasione sia buona per introdurre qualche ostacolo sul percorso di autorizzazione e gestione di impianti FER e neppure questa bozza di decreto fa eccezione”, aveva detto.
Per poi aggiungere: “In particolare è spuntata la necessità di acquisire un idoneo titolo edilizio, fatto che sembra applicarsi in modo generalizzato anche agli interventi che dovrebbero essere realizzati in edilizia libera. È poi spuntata la necessità di acquisire pareri paesaggistici per interventi di rifacimento e potenziamento ricadenti in alcune fattispecie di aree tutelate che fino a ora era possibile invece realizzare ricorrendo all’edilizia libera”.


