Nel 2022 Roma è stata selezionata dalla Commissione europea tra le 100 smart cities 2030, città che si candidano a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. In questo modo è diventata un polo di sperimentazione sulla riduzione delle emissioni inquinanti. Adesso Roma presenta un nuovo passo, il “Contratto cittadino per il clima” che comporta 16 miliardi di investimenti in progetti di riduzione delle emissioni.
La città, dal 2003 ad oggi, ha tagliato le sue emissioni del 31%, di questo numero il 56% è dovuto a interventi sugli edifici, il 33% sui trasporti e il 5% sui rifiuti. La giunta Gualtieri conta di ottenere una riduzione del 66% entro il 2030 migliorando la previsione fatta nel 2021, anno di insediamento della Giunta, che si fermava al 51,6%.
Tra gli ambiti strategici del Contratto vi sono: mobilità sostenibile, efficientamento energetico, decarbonizzazione, economia circolare dei rifiuti, mobilità sostenibile e forestazione. Su quest’ultimo punto l’assessorato all’Ambiente può presentare quest’anno il risultato di ingenti investimenti in nuove piante e nuovi punti alberati.
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha dichiarato. a margine della conferenza stampa di presentazione: “Abbiamo presentato il label, la targa che la Commissione Europea ci ha assegnato, perché siamo tra le 100 città europee che stanno partecipando a questo progetto, con una grandissima sfida di diventare protagoniste della transizione energetica e climatica.
Con il contratto abbiamo coinvolto 80 soggetti, aziende, istituti di cerco, università di Roma per partecipare insieme a quella che è contemporaneamente una sfida, ma anche un’opportunità per creare sviluppo sostenibile e buona occupazione. Più alberi, più mobilità sostenibile, più spazi pedonali, una migliore qualità della vita, al tempo stesso sviluppo delle tecnologie innovative per ridurre le emissioni, per salvare il pianeta, ma anche per crescere in maniera condivisa e sostenibile.”
Sabrina Alfonsi, Assessora all’Ambiente di Roma Capitale, ha dichiarato: “Abbiamo messo insieme PNRR con il decreto clima che ha permesso di fare altre forestazioni e boschi, con un grandissimo investimento di Roma Capitale sugli alberi, 37.000 alberi sono stati messi già a dimora lungo le nostre strade e poi stiamo creando parchi, parchi fluviali, aiuole della biodiversità, perché c’è bisogno non solo degli alberi, ma anche di rafforzare la rete ecologica e la biodiversità.
E quindi anche piccole aiuole sparse per la città, fiorite, dove possano trovarsi gli impollinatori, le farfalle, ma che comunque costruiscono il punto verde da uno all’altro, dove si può da una parte camminare per l’ombra, ma dall’altra parte diventare corridoi ecologici è fondamentale. Una metropoli oramai con i picchi di calore ad agosto, anche più di 40°C, può diventare sostenibile solo insieme a un’infrastruttura verde che diventa un’infrastruttura portante.”


