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Roma, i problemi delle aree periferiche del VI Municipio

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La mancanza di una rete fognaria e idrica è senza dubbio il problema principale nelle zone di Torre Jacova, Colle Mattia e Pantano Borghese. Ma non è di certo l’unico.

L’incontro tra i cittadini del VI Municipio di Roma con i rappresentanti istituzionali e con i tecnici di Acea è servito a fare il punto sull’avanzamento dei lavori per quanto riguarda la rete fognaria e idrica. Ma le criticità di questa porzione di territorio non finiscono certo qui, come denunciano le associazioni dei cittadini.

La nostra associazione rappresenta i territori di Torre Jacova, Colle Mattia e Pantano Borghese. In particolar modo, intere zone sono completamente prive di qualunque servizio, in primis acqua e fogne. Abbiamo ancora i pozzi, inquinati, e le fosse biologiche. L’acqua non è potabile e siamo costretti a comprarla per bere” – spiega Gilda Arcese, dell’Associazione Sulla Buona Strada Odv – “Come associazione, da alcuni anni, abbiamo fatto una mappature di questi territori che non hanno nulla: acqua, fogne, gas, scuole, mezzi di trasporto pubblico. Un’isola a parte rispetto al resto di Roma“.

Abbiamo problemi anche con i fossi: sono sporchi e non vengono puliti anche se facciamo parte del Consorzio del Bacino dell’Aniene e paghiamo annualmente una tassa. Non abbiamo strade o mezzi di trasporto, molte strade non sono ancora in carico al Comune e persone anziane e ragazzi devono prendere l’auto per spostarsi” – aggiunge Gilda Arcese – “Abbiamo anche un grande problema di rete elettrica: risale a tantissimi anni fa e spesso va in tilt. Sopperiscono per settimane con generatori di corrente, abbiamo ancora le cabine elettriche sui pali di luce e molti di questi pali sono di legno, neanche di cemento“.

Quando salta tutto, perché anche le cabine sono vecchie, e mettono i generatori, nel momento in cui riparte la corrente, brucia tutto: la potenza brucia i cancelli, le pompe dell’acqua, gli elettrodomestici” – conclude Gilda Arcese dell’Associazione Sulla Buona Strada Odv – “Noi tiriamo su l’acqua dei pozzi con delle pompe a energia elettrica, e quando va via la corrente elettrica, siamo letteralmente prigionieri dentro casa“.

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