Roma, il progetto per la mobilità al Salario: zona 30 intorno a piazza Alessandria, poi piazza Fiume senza auto

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Un progetto per rivoluzionare la mobilità del quartiere Salario, a Roma. Dalla Zona 30 intorno a piazza Alessandria fino all’ultimo step, con la pedonalizzazione di piazza Fiume. “Proponiamo una trasformazione delle strade per scoraggiare la sosta selvaggia”, Francesca Balivo, architetto e membro di Legambiente Mondi Possibili.

Una riqualificazione rivoluzionaria per la mobilità del quartiere Salario, a Roma. Un progetto promosso da Legambiente Mondi Possibili, e messo a punto dal Tavolo Tecnico Zone 30 e dalla Commissione Lavori pubblici e Urbanistica del II Municipio, prevede un drastico cambiamento nella mobilità della zona. In un quartiere residenziale, ben collegato grazie al trasporto pubblico e contraddistinto soprattutto dalla presenza di attività commerciali, l’obiettivo è quello di creare un’area a misura dei pedoni.

Il progetto prevede, innanzitutto, la realizzazione in due fasi di una Zona 30 (con limite di velocità a 30 km/h) nel quadrante che parte da piazza Alessandria ed è delimitato da Corso d’Italia, via Nomentana, viale Regina Margherita e via Nizza. Nella zona, il problema principale è la sosta selvaggia, con le auto che invadono strisce pedonali, marciapiedi e scivoli. Solo dopo la realizzazione della Zona 30 sarebbe quindi possibile procedere anche alla pedonalizzazione del tratto di strada compreso tra piazza Fiume e Corso d’Italia, con il traffico deviato lungo il sottopasso e in via Sulpicio Massimo, con l’istituzione, su questa strada, di un doppio senso di marcia.

Il progetto è illustrato anche sul sito del Comune di Roma ma si trova ancora in una fase preliminare. A questo indirizzo, sul sito del Campidoglio, i cittadini possono anche compilare un modulo in cui avanzare proposte o osservazioni sul progetto. Sul sito del circolo Legambiente Mondi Possibili, a questo indirizzo, è invece possibile contribuire, in forma anonima, alla raccolta dei dati sulla mobilità da parte di residenti e lavoratori della zona.

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L’importanza della progressività della riqualificazione viene spiegata a TeleAmbiente da Francesca Baliva, architetto e membro di Legambiente Mondi Possibili, che ha partecipato attivamente. “La proposta di istituire la Zona 30 è di competenza municipale, quella di pedonalizzare piazza Fiume è una suggestione finale che però deve passare per altre vie e non solo per il II Municipio. La prima fase della Zona 30 interesserà il lato di Corso d’Italia e poi si procederà gradualmente fino ad arrivare a viale Regina Margherita” – spiega Francesca Baliva – “Proponiamo una trasformazione delle strade per scoraggiare la sosta selvaggia: ‘orecchie’ ai marciapiedi, piani rialzati, restringimenti della corsia con arredi urbani utili anche a ristoranti e altri locali (dehors, ma anche parcheggi per biciclette), una generale riqualificazione della pavimentazione e dell’illuminazione. La trasformazione non sarà radicale, ma varierà a seconda delle caratteristiche delle strade“.

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“Il progetto è stato voluto fortemente dalla presidente della Commissione Lavori pubblici e Urbanistica del Municipio, Valentina Caracciolo, che ha coinvolto associazioni del territorio e tecnici, come l’architetto Umberto Cao. Questi lavori vanno avanti da oltre 18 mesi e siamo nella fase di processo partecipato: dopo un incontro pubblico a marzo, stiamo raccogliendo i suggerimenti dei cittadini sui problemi del territorio o su possibili miglioramenti al progetto. Poi passeremo tutto in mano agli uffici tecnici, che si occuperanno del progetto definitivo e della stima dei costi” – continua Francesca Baliva – “Probabilmente non riusciremo ad aprire il cantiere prima delle elezioni, ma ci auguriamo che la stessa proposta rimanga in piedi anche in caso di cambiamento al vertice del Municipio. Le ‘orecchie’ ai marciapiedi nel quartiere Prati hanno dimostrato che un arredo urbano può scongiurare la sosta selvaggia. Si pensi anche ad un restringimento di carreggiata per ampliare marciapiedi e piste ciclabili, che renderebbe impossibile la doppia fila”.

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