Salute, ‘Musica che fa bene al cuore’, il convegno a Firenze

Salute, ‘Musica che fa bene al cuore’, il convegno a Firenze

Tabella dei Contenuti

Il 21 e 22 febbraio a Firenze è in programma un workshop con alcuni cardiologi italiani intitolato ‘Musica che fa bene al cuore’, per capire come il suono può essere anche uno strumento di terapia.

La musica come strumento di benessere e terapia per le malattie cardiovascolari è il tema al centro del workshop che si svolgerà durante la quarta conferenza nazionale del Club delle Utic Anmco, in programma a Firenze il 21 e 22 febbraio.

L’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco) presenterà questa novità che unisce musica e salute il 21 febbraio, in apertura di congresso, in collaborazione col Teatro del Maggio.

La prima fase del progetto prevede anche incontri informativi su patologie cardiovascolari e stili di vita sani, accompagnati da concerti di piccole ensemble.

Il quintetto Giuseppe Anedda offrirà anche un’anticipazione musicale, con un vero e proprio live musicale.

La seconda fase condotta da Dario Benatti, docente all’Università Cattolica di Milano, esperto in tecniche musicali per il benessere nella facoltà di psicologia,
esplorerà le proprietà terapeutiche della musica.

Durante questi due giorni di convegno saranno presenti numerosi cardiologi italiani.

Il commento del presidente Anmco e direttore del reparto di Cardiologia 1 all’ospedale Niguarda di Milano Fabrizio Oliva.

“L’appuntamento – ha dichiarato il dottor Fabrizio Oliva – costituisce una ineludibile occasione di confronto, discussione ed approfondimento volta all’innovazione della medicina cardiovascolare nell’emergenza-urgenza”.

“In questo contestoha aggiunto il medicovari esperti si confronteranno per ottimizzare i percorsi dei pazienti in modo da offrire la cura giusta al momento giusto e garantire l’equità di accesso”.

“Tra i diversi temi trattati ha spiegato ancora il dottor Oliva, in conclusione parleremo della prevalenza, drammaticamente in aumento, di due importanti fattori di rischio metabolici, diabete e obesità, che determina un importante impatto in termini di malattie cardiovascolari e malattia renale cronica”.

Secondo uno studio dell’ Università di Oxford presentato al congresso della British Cardiovascular Society di Manchester, alcuni anni fa, le famose note di ‘Va Pensiero’ di Giuseppe Verdi, del ‘Nessun Dorma‘ di Giacomo Puccini e della ‘Nona Sinfonia‘ di Beethoven possono salvare il cuore (riducendo la frequenza cardiaca) e migliorare la pressione sanguigna di chi le ascolta.

Grazie ai ritmi più delicati e simili a quelli che regolano la pressione, queste note hanno in genere un effetto rilassante, la frequenza del battito cardiaco rallenta e la pressione arteriosa si abbassa, anche se di poco.

Secondo lo studio la musica classica che segue un particolare ritmo (10 secondi) ha avuto il maggiore impatto sugli studenti, rispetto ad altri 5 tipi di musica,  riducendo la pressione sanguigna. Mentre brani di musica classica con un ritmo più veloce, tra cui un estratto dalle ‘Quattro Stagioni’ di Vivaldi, non avevano avuto alcun  effetto su cuore e sangue.

Pubblicità
Articoli Correlati