Sardegna, torna l'incubo "lingua blu" a causa del caldo

Sardegna, torna l’incubo “lingua blu” a causa del caldo

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A lanciare l’allarme è Confagricoltura Sardegna dopo la segnalazione di almeno quindici nuovi focolai della malattia tra la Gallura e il Sulcis.

Torna l’incubo “lingua blu” in Sardegna. A lanciare l’allarme è Confagricoltura Sardegna dopo la segnalazione di almeno quindici nuovi focolai della cosiddetta febbre catarrale degli ovini tra la Gallura e il Sulcis. Secondo gli esperti, l’epidemia potrebbe arrivare in ulteriori allevamenti di pecore, soprattutto nelle giornate più roventi, a causa del propagarsi degli insetti vettori della malattia e del ritardo delle vaccinazioni. “Ancora una volta una mancata programmazione delle istituzioni rispetto a un’emergenza cronica“, afferma il Presidente di Confagricoltura Sassari-Olbia-Tempio, Stefano Taras. Già in allerta, proprio per questo motivo, il Servizio sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare della Regione Autonoma della Sardegna. La “lingua blu”, che è una patologia non contagiosa, infesta l’Isola da almeno 20 anni. In due decenni, una vera e propria ecatombe per il comparto agricolo regionale, con 800mila capi di bestiame morti e incalcolabili perdite economiche.

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