Pavimentazioni riflettenti che generano luce senza elettricità, microforeste urbane, pensiline verdi e “cool roofs”. I metodi per contrastare le isole di calore, fenomeno sempre più frequente nelle città, si ispirano e si integrano alla natura abbassando le temperature e aumentando la resilienza urbana.
La crescente urbanizzazione ha portato le città a diventare sempre più calde, portando alla nascita delle cosiddette isole di calore – aree edificate con temperature molto più elevate rispetto alle zone rurali limitrofe – e al conseguente aumento dell’inquinamento atmosferico.
Nel corso degli anni, approcci olistici come quello della bioarchitettura e la riscoperta di metodi antichi, come verniciare i tetti di bianco per diminuire la temperatura degli edifici, si sono rivelati utili per contrastare le conseguenze del riscaldamento globale.
Oltre ai tetti dei palazzi e all’installazione di piante e arbusti sulle pensiline dei bus, anche le pavimentazioni urbane possono diventare sostenibili.
Secondo diversi studi, le pavimentazioni autobloccanti chiare e riflettenti possono ridurre la temperatura delle superfici fino a 30°C rispetto a quelle asfaltate. Le lastre, inoltre, possono rendere anche più sicuri i percorsi urbani e migliorare la qualità dello spazio pubblico, come quelle di “Sassi di Luce” sviluppate dall’azienda italiana Senini. I masselli autobloccanti, sul loro strato superficiale, vetri luminescenti in grado di assorbire la luce naturale o artificiale durante il giorno e di riemetterla al buio per diverse ore, senza consumare energia elettrica.
Oltre ad accumulare meno calore, queste pavimentazioni si rivelano adatte per piste ciclabili, sentieri urbani, camminamenti pedonali, parchi e spazi pubblici perché la fotoluminescenza consente di migliorare la visibilità del tracciato e la sicurezza notturna.
Isole di calore urbane: dalla natura le soluzioni per combatterle
La riforestazione urbana e l’adozione di soluzioni che si ispirano alla natura (Nature Based Solutions) come tetti e pareti verdi, orti urbani, pavimentazioni riflettenti e sistemi di gestione dell’acqua possono migliorare le condizioni ambientali delle città e sugli abitanti.
Il progetto europeo promosso da Roma Capitale con ENEA, PwC, Ecologic Institute di Berlino e Università Roma Tre racchiude numerosi esempi di quali accorgimenti e soluzioni le città possono adottare per contrastare l’aumento delle temperature nelle aree urbane legato all’urbanizzazione e agli effetti dei cambiamenti climatici.
Dalle microforeste urbane ai parchi tascabili, il progetto “Adattamento Climatico – L’Effetto Isola di Calore Urbana nella Città di Roma” propone 25 soluzioni studiate per adattarsi alla Capitale, seguendo un approccio multifunzionale mirate a migliorare la resilienza urbana, aumentare la biodiversità e a migliorare il benessere fisico e mentale delle persone.


