Scienza, ecco perché mangiare insetti fa bene alla salute

Scienza, ecco perché mangiare insetti fa bene alla salute

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Il novel food continua a dividere l’Italia tra sostenitori e detrattori. Simone Mancini (Università di Pisa): “Ecco perché mangiare insetti fa bene alla salute”.

Continuano le polemiche sul novel food dopo il via libera dell’Unione Europea alla commercializzazione di alimenti a base di insetti. L’Italia è spaccata in due tra sostenitori e detrattori di biscotti, patatine, pane, pasta e pizza contenenti piccoli invertebrati commestibili. Secondo uno studio internazionale dell’Università di Pisa, uomini e giovani, rispetto a donne e anziani, sono i più propensi a consumare cavallette, grilli e larve. Oltre a ridurre l’impatto ambientale, gli insetti sono ricchi di proteine. Proprio per questo gli animaletti soliti popolare i nostri giardini rappresentano un’alternativa sostenibile alla carne.

Da un punto di vista nutrizionale, le proteine presenti negli insetti sono molto simili a quelle contenute in maiali e polli, soprattutto se analizziamo il profilo degli amminoacidi contenuti nei piccoli invertebrati. Gli insetti sono oltretutto un’ottima alternativa alle altre produzioni animali perché ricchi di amminoacidi essenziali di cui il corpo umano ha bisogno. Oltre alle proteine, il novel food contiene sia macronutrienti come acidi grassi e lipidi sia micronutrienti come vitamine e minerali“, ha spiegato a Teleambiente Simone Mancini, ricercatore del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa.

Ma mangiare insetti fa davvero bene alla salute umana? E perché la popolazione occidentale è così restia nel portare a tavola cavallette, grilli e larve quando, in realtà, consumiamo già rane, lumache e serpenti? Se nella nostra dieta inserissimo tanti insetti e poca carne, il pianeta Terra sarebbe più sano? Tutte le risposte nello “Speciale Teleambiente” dedicato al novel food con l’intervento dello stesso Simone Mancini, ricercatore del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa.

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