Scuola, le assenze non autorizzate aumentano il divario di rendimento tra gli studenti

Scuola, le assenze non autorizzate aumentano il divario di rendimento tra gli studenti

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Un think tank inglese ha rivelato, attraverso uno studio, che le assenze da scuola non autorizzate aumentano il divario di rendimento tra studenti

L’assenza da scuola non autorizzata è una delle cause principali del crescente divario di rendimento scolastico tra gli studenti svantaggiati e i loro coetanei nel Regno Unito. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Education Policy Institute (EPI), un think tank sulla politica educativa che mira a promuovere risultati educativi di alta qualità attraverso la ricerca e l’analisi.

Lo studio dell’EPI

A preoccupare maggiormente, nello studio dell’EPI, è l’assenza non autorizzata degli studenti, in particolare nella scuola secondaria. Rispetto all’assenza autorizzata, quella non autorizzata contribuisce maggiormente al divario nel GCSE, il General Certificate of Secondary Education, ossia la qualifica accademica in una serie di materie che viene conseguita in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord. La scarsa frequenza ha ampliato il divario di rendimento a tutte le età. L’EPI ha calcolato che se gli alunni svantaggiati avessero avuto lo stesso record di frequenza degli altri alunni, il divario di rendimento all’età di 11 anni sarebbe stato inferiore di quasi il 10% e il divario all’età di 16 anni sarebbe stato inferiore del 20%.

Necessario un sistema di supporto

Insegnanti e dirigenti scolastici hanno approvato questo studio dell’EPI, sottolineando però quanto sia necessario un sistema di supporto per gli istituti scolastici. Questo perché l’onere di garantire la frequenza da parte degli alunni ricade sempre e soltanto su docenti e dirigenti, i quali sono poi ritenuti responsabili in caso di assenze ingiustificate. Inoltre la scuola che si impegna per far rispettare le regole viene bollata come il cattivo della situazione.

I dati delle assenze da scuola nel Regno Unito

Secondo i dati governativi, lo scorso anno in Inghilterra il numero di studenti assenti per lunghi periodi di tempo ha raggiunto un livello record. I dati del Dipartimento per l’Istruzione inglese indicano che il 2,3% degli alunni è stato “gravemente assente”, il che significa che ha perso almeno il 50% delle possibili sessioni scolastiche nel 2023/24, rispetto al 2% nel 2022/23. Complessivamente, lo scorso anno accademico sono stati classificati come gravemente assenti 171.269 alunni, in aumento rispetto ai 150.256 del 2022/23. Si tratta del numero più alto registrato da quando il Dipartimento ha iniziato a raccogliere i dati, nel 2006/07.

Famiglie sempre più multate

Nemmeno le multe riescono a fermare la tendenza delle assenze ingiustificate da scuola. Nel Regno Unito, infatti, se uno studente si assenta da scuola senza motivo, i genitori vengono multati. Nell’ultimo anno scolastico sono state emesse più di 443.000 multe ai genitori che hanno portato i figli fuori da scuola durante il periodo scolastico. Senza contare poi che le multe in Inghilterra sono aumentate da 60 a 80 sterline e un genitore che riceve una seconda multa per lo stesso figlio nell’arco di tre anni riceverà ora multa di 160 sterline.

Le differenze di genere

La ricerca dell’EPI ha inoltre evidenziato che le ragazze stanno facendo sempre meno progressi durante la scuola secondaria rispetto ai ragazzi, soprattutto dopo la pandemia. Pertanto l’EPI lancia un appello per ulteriori ricerche per comprendere il calo dei risultati delle ragazze e qualsiasi collegamento con l’ampliamento del divario di genere nella salute mentale negli ultimi anni.

Una priorità per il governo

Un portavoce del Dipartimento per l’Istruzione ha così commentato lo studio di EPI: “Questo governo ha ereditato un sistema con una serie di disuguaglianze intrinseche e questo rapporto è un’ulteriore prova che l’epidemia di assenze sta avendo un impatto negativo sull’apprendimento dei bambini e sul loro successo futuro. Far sì che più studenti frequentino regolarmente la scuola è una delle massime priorità del governo“.

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