Disagio giovanile, la scuola rimane il luogo “sicuro” ma attenzione a bullismo e cyberbullismo

Disagio giovanile, la scuola rimane il luogo “sicuro” ma attenzione a bullismo e cyberbullismo

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Nell’indagine effettuata da Fondazione Libellula sul disagio giovanile emerge che i ragazzi prediligono la scuola come luogo i cui parlare di violenza, ma c’è il rischio bullismo

Fondazione Libellula, l’impresa sociale nata per prevenire e contrastare la violenza di genere e ogni forma di discriminazione, ha realizzato un sondaggio che ha coinvolto quasi 1600 adolescenti tra i 14 e i 19 anni. Tra i dati emerge che per 3 ragazzi su 4 la scuola rimane il luogo prediletto in cui parlare di violenza di genere.

Il difficile confronto con la famiglia

Come ha spiegato Giuseppe Di Rienzo, Direttore Generale di Fondazione Libellula: “In adolescenza è più complesso confrontarsi con la famiglia. Quindi la famiglia deve iniziare sin dall’infanzia a occuparsi di stereotipi di genere, calibrando il linguaggio. La scuola può essere il luogo giusto perché permette agli adolescenti di confrontarsi su queste tematiche ma è il luogo giusto solo se gli adulti di riferimento, quindi il corpo docente, ha le competenze e la formazione adeguata per poter affrontare queste tematiche”.

Il pericolo del bullismo e cyberbullismo a scuola

La scuola però non è sempre un luogo sicuro. Nell’indagine di Fondazione Libellula emerge anche il dolore e la sofferenza di chi subisce atti di bullismo e cyberbullismo tra le mura scolastiche e non solo. “Purtroppo non si ferma al luogo fisico, con il cyberbullismo arriviamo anche ad avere un forte impatto emotivo su chi ne è vittime, anche quando è fuori dalla scuola. Quindi è un male che non lascia mai sereni o tranquilli”.

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