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“La scuola pubblica per ricostruire i legami di solidarietà e democrazia”. Il convegno organizzato presso l’Università Roma Tre

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“La pandemia ci ha dato la consapevolezza dell’importanza che anche per i nostri studenti e studentesse la scuola ha perché ne hanno sentito la mancanza”, Giuseppe Bagni, Presidente CIDI.

C’è bisogno di un’alleanza per una nuova idea di scuola. Parte da questa premessa il convegno organizzato presso lUniversità Roma Tre che ha visto docenti, istituzioni, rappresentanti delle associazioni professionali e del terzo settore confrontarsi sulla capacità della scuola pubblica di costruire legami di solidarietà e democrazia.

Dopo la chiusura delle aule, imposta dalla pandemia, appare evidente la necessità di trasformare le classi in luoghi vissuti e aperti al confronto e allo scambio culturale e umano.

Giuseppe Bagni, Presidente CIDI, ha dichiarato a TeleAmbiente: “La pandemia ci ha dato la consapevolezza dell’importanza che anche per i nostri studenti e studentesse la scuola ha, perché hanno sentito la mancanza della scuola. È stata un’acquisizione di consapevolezza da parte loro e da parte nostra.”

Cristiano Corsini, ordinario di pedagogia sperimentale Università Roma Tre, ha affermato: “L’Italia investe meno e in parte investe anche male in educazione rispetto ad altri Paesi d’Europa, nel senso che uno degli aspetti più rilevanti da questo punto di vista è una scarsa preparazione metodologico-didattica della classe docente, soprattutto nelle scuole secondarie e in parte in Università. Certe scelte possono essere sostenute anche attraverso la qualificazione di chi insegna, ci sono anche problemi strutturali; se noi abbiamo classi che normalmente hanno da 20 studenti/esse in su, se abbiamo meno insegnanti, se investiamo meno nel tempo e nello spazio, anche qualificare il tempo e lo spazio è più difficile.”

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