Lotta alla shrinkflation in Italia: lo stop previsto dal 1° aprile 2025 è stato spostato dal Milleproroghe al 1°ottobre 2025.
Lo stop alla shrinkflation slitta al 1° ottobre 2025. A prevederlo è un emendamento del Dl Milleproroghe a prima firma Marco Lisei (FdI) approvato dalla commissione Affari Costituzionali.
La tecnica di marketing chiamata “shrinkflation” – o sgrammatura – consiste nel ridurre la quantità di prodotto nelle confezioni mantenendo il prezzo invariato o addirittura, in alcuni casi aumentandolo. Il prodotto quindi sembrerà identico a prima, ma avrà subito un aumento del costo al chilo o al litro perché ne contiene una quantità inferiore. Questa pratica ha preso sempre più piede negli ultimi anni e non solo in Italia. In Francia la lotta al “rincaro occulto” è partita già l’estate scorsa, con l’introduzione di etichette da apporre sui prodotti che hanno subito una variazione di peso.
Secondo la legge Concorrenza, approvata nel dicembre 2024, la misura contro la shrinkflation doveva partire dal 1° aprile 2025. Con l’emendamento del decreto Milleproroghe, convertito in legge lunedì 24 febbraio, il provvedimento slitterà di sei mesi.
Questo rinvio, secondo quanto si legge su Altroconsumo, consentirà all’Italia di non incorrere in una procedura di infrazione da parte della Commissione europea per mancato rispetto delle tempistiche di notifica. L’Ue, infatti, ha tempo fino all’8 aprile 2025 per dare un suo parere e chiedere eventuali modifiche.
Se non ci dovessero essere richieste di modifica, a partire dal 1° ottobre di quest’anno, scatteranno le misure previste per informare il consumatore della variazione nella confezione.
Per i sei mesi successivi all’immissione in commercio, il prodotto dovrà riportare un’etichetta o la dicitura, a cura dell’azienda produttrice, che spiega al consumatore la variazione di contenuto nella confezione che sta acquistando.
Il bollino dovrà essere applicato nel campo principale della confezione, in modo che sia ben visibile dal consumatore e dovrà riportare la variazione di quantità. Ad esempio: “Questa confezione contiene un prodotto inferiore di X (unità di misura) rispetto alla precedente quantità”. I produttori non saranno invece tenuti a scrivere di quanto aumenta il prezzo con la diminuzione della quantità. Si saprà dunque che il prezzo al chilo (o al litro) sarà aumentato, ma non di quanto.
Shrinkflation, gli esempi del web e come riconoscerla
La pratica “poco trasparente” è adottata dai produttori da molti anni. Sul web circolano molti esempi di “prima e dopo” la shrinkflation. Tra i casi che hanno fatto scuola c’è quello di Toblerone nel 2016. La multinazionale Mondelez, per tagliare i costi della famosa barretta, ridusse i triangolini di cioccolato (e quindi il peso) lasciando invariato sia il prezzo che la dimensione della confezione. Ecco alcuni esempi di prodotti con “rincaro occulto” segnalati sul web.
@Nutella_Italia #ferrero Shrinkflation anche per voi? Dieta per tutti, 3g in meno per porzione possoni farci solo che bene! ☺️ pic.twitter.com/XeyGnmeQia
— Simone Maratea (@simonemaratea) July 20, 2023
Can someone at @KelloggsUS explain this to me please? #shrinkflation pic.twitter.com/z9GF6QHBYG
— PALMATEERS MASK ☘ (@PalmateersM) February 15, 2025
Anche Winni’s si adegua alla #shrinkflation. Flacone più piccolo di 125 ml nel giro di 3 settimane, prezzo invariato. Fra un anno lo venderanno al cucchiaio? pic.twitter.com/h3tTXtZZAL
— CommentoSolo (@CommentoSolo) July 20, 2023
Oltre al Toblerone, ci sono molti casi eclatanti di sgrammatura segnalati dai consumatori all’associazione Altroconsumo. Come ci si può districare quindi, tra le insidie di nuovi packaging, offerte apparentemente vantaggiose e riduzioni di peso netto?
Un buon accorgimento è quello di andare a fare la spesa dedicando il giusto tempo a questa attività. Fare acquisti di corsa infatti, aumenta il rischio di distrarsi e quindi di verificare bene cosa si sta comprando. Poi, controllare bene l’etichetta e il prezzo al kg del prodotto, non della confezione è un altro consiglio utile anti shrinkflaction. Infine, scegliere quando possibile i prodotti sfusi (frutta, verdura, pasta) rende impossibile l’applicazione della sgrammatura, oltre ad essere un’opzione amica dell’ambiente.


