Ambientalisti sul piede di guerra dopo l’ok della Slovacchia alla vendita della carne di orso. I medici: “Possibili rischi sanitari”.
Via libera alla vendita della carne di orso bruno in Slovacchia. Ad annunciarlo è il Governo Fico dopo avere autorizzato l’abbattimento di 350 plantigradi sui 1.300 residenti nel territorio. Troppi, a detta dell’Esecutivo a trazione socialdemocratica, gli incontri fatali registrati negli ultimi anni tra i cittadini e gli animali appartenenti alla Famiglia degli Ursidae. La carne di orso bruno, soprattutto in un periodo storico caratterizzato dalla crisi economica, però, non sarà sprecata. Ed ecco allora bistecche, filetti e polpette a base del temuto abitante dei boschi, nonostante la preoccupazione dei medici. Quale?
La carne di orso bruno, seppur un alimento prelibato del Paese dell’Europa dell’Est, potrebbe contenere il verme parassita Trichinella potenzialmente letale. Obbligatorio, dunque, il test sui resti dei mammiferi per garantire la sicurezza dei consumatori. “Li metteremo in commercio soltanto in caso di rispetto delle condizioni igienico-sanitarie”, assicura il Sottosegretario di Stato presso il Ministero dell’Ambiente della Slovacchia, Filip Kuffa.
Sul piede di guerra, nel frattempo, non solo gli ambientalisti, ma anche alcuni membri del Parlamento Europeo. L’orso bruno, che è una specie animale considerata quasi a rischio di estinzione, non può e non deve essere cacciato. A salvaguardarlo sono, tra gli altri, la Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa, cioè la Convenzione di Berna, la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (C.I.T.E.S.), cioè la Convenzione di Washington, e la Direttiva numero 92/43/CEE, cioè la Direttiva Habitat.
Slovakia approves sale of brown bear meat to public https://t.co/w0mTCRHgfG
— BBC News (UK) (@BBCNews) May 28, 2025


