L’ex sindaco di Roma: “Tutti sanno che sono a favore dello stadio, avevo approvato il progetto a Tor di Valle. Ma l’opera privata deve servire l’interesse pubblico, non il contrario”.
L’iter del futuro stadio della Roma va avanti. Dopo l’approvazione del pubblico interesse da parte dell’Assemblea Capitolina e la liberazione dell’ultima area che sarà interessata dagli scavi archeologici, si avvicina sempre di più la presentazione del progetto definitivo da parte del club giallorosso (che a questo punto, è atteso alla fine dell’estate). Intanto, però, c’è una voce critica che continua ad alzarsi contro il progetto: quella di Ignazio Marino.
Sì, proprio l’ex sindaco di Roma, oggi europarlamentare di Alleanza Verdi-Sinistra, che da primo cittadino della Capitale aveva approvato il vecchio progetto, quello di Tor di Valle, prima che l’iter naufragasse in più fasi. Ignazio Marino, infatti, dopo una lunga trattativa con l’AS Roma (allora di proprietà di James Pallotta), era riuscito a concordare investimenti privati a favore di opere pubbliche, ma fu poi defenestrato dalla sfiducia dei consiglieri comunali della sua stessa maggioranza (su input di Matteo Renzi, allora segretario nazionale del Pd). Seguirono poi la gestione commissariale, l’arrivo di Virginia Raggi in Campidoglio, il progetto letteralmente snaturato e il vincolo posto dalla Soprintendenza archeologica per la tribunetta di De La Fuente nell’ex ippodromo.
Gli anni sono passati e molto è cambiato. Oggi alla guida dell’AS Roma c’è la famiglia Friedkin, in Campidoglio c’è Roberto Gualtieri che è un grande sostenitore del progetto (ed è proprio la sua maggioranza ad aver indicato l’area di Pietralata) e l’iter finalmente, dopo ricorsi e contenziosi, va lentamente avanti. Dopo l’approvazione del progetto definitivo, la parola spetterà alla Regione Lazio, che dovrà istituire la Conferenza dei servizi per lo stadio. Ignazio Marino, però, è nettamente contrario ad uno stadio a Pietralata, e sui social spiega anche perché.
“Come tutti sanno, voglio fortemente lo stadio della Roma e lo approvai quando fui sindaco. Tuttavia, credo che lo stadio vada costruito in un’area abbandonata, a Roma esistono, come ad esempio l’area di otto ettari dei Mercati Generali sull’Ostiense, collegata con il tram e con la metropolitana. E invece all’improvviso, cosa si decide? Di farla in un’area verde stupenda, dove dal punto di vista faunistico ci sono animali importanti per il nostro equilibrio ecologico e poi c’è questo verde meraviglioso” – ha spiegato l’ex sindaco di Roma in un video – “Mi trovo seduto proprio sull’antico vascone dove un tempo, d’estate, facevano il bagno i bambini di questo quartiere. Qui sotto, a poche centinaia di metri, c’è una villa romana, e tutto questo per regalare infrastrutture già realizzate con soldi publici a chi dovrà realizzare lo stadio, e un’area di cubatura di 500 mila m³, dedicata sia ad edifici che al commercio. Questo regalo non si dovrebbe fare ai privati“.
Tutti lo sanno: . . Ma è importante, per tutte le romane e tutti… pic.twitter.com/1w0kenur1s
— Ignazio Marino (@ignaziomarino) June 1, 2025
“Voglio fortemente lo stadio della Roma ancora oggi, ma è importante, per tutte le romane e tutti i romani, che l’interesse pubblico sia la stella polare per il rilascio di concessioni, contributi, licenze e qualsiasi altro vantaggio proveniente dall’Unione europea, dallo Stato, dalla Regione o dal Comune. Qui a Pietralata sembra che questa stella illumini più un interesse privato che pubblico. Lo stadio si può e si deve fare, ma deve portare con sé un chiaro vantaggio pubblico” – ha aggiunto Ignazio Marino nel testo del post – “Invece, qui a Pietralata si vuole sfruttare un’area verde senza nulla restituire alla città. La ‘Legge sugli stadi’ n. 147 del 2013, con successive modifiche, prevede la dichiarazione di pubblica utilità finalizzata alla riqualificazione urbana e alla realizzazione di interventi per la mobilità sostenibile. In cambio di queste opere pubbliche, chi si propone di realizzare lo stadio ottiene la semplificazione delle procedure autorizzative e la remunerazione del capitale con la possibilità di costruire immobili con destinazioni d’uso diverse da quella sportiva, complementari e/o funzionali al finanziamento e alla fruibilità dell’impianto“.
“Perché non si pensa quindi di realizzarlo dove esistono edifici urbani abbandonati e nel degrado più totale da decenni? Ad esempio, tra gli otto ettari dei Mercati Generali a Ostiense? Un’area ben servite da tre linee su ferro (metropolitana, treno per Ostia e tram), ma abbandonata nelle mani di imprenditori privati che nulla hanno fatto in 20 anni, se non lasciarla al degrado più inverosimile” – conclude Ignazio Marino – “Perché invece regalare 500 mila metri cubi di area commerciale e di edifici privati da realizzarsi a Pietralata, quando esistono soluzioni più sostenibili e più coerenti con la necessità di rigenerazione urbana della città? L’opera privata deve servire l’interesse pubblico. Sacrificarlo a vantaggio di pochi è un triplice delitto: ambientale, finanziario e sociale“.


