Nell’agosto scorso si era proceduto a sgomberi forzati in fretta e furia, ma ora emergono nuove criticità e i tempi si allungano.
Stadio della Roma a Pietralata, la presentazione del progetto definitivo del club giallorosso (che il Campidoglio attende) è ancora lontana. Nonostante le accelerate degli ultimi mesi, restano infatti alcune criticità, a vari livelli, che faranno inevitabilmente allungare i tempi. A cominciare proprio dai tempi previsti per la presentazione del progetto da parte dell’AS Roma: ci sono infatti delle fasi propedeutiche alla sua realizzazione che non sono ancora state completate. I più ottimisti hanno già visto tradite le loro previsioni, e il rischio è di non rispettare la fatidica data dell’inaugurazione dell’impianto, individuata per il 2027.
Poche novità dopo gli sgomberi forzati
Nell’agosto scorso, si era proceduto, in fretta e furia, a sgomberi forzati nei confronti di chi occupava abusivamente da anni l’area di via degli Aromi, di proprietà del Comune. Una mossa indispensabile per consentire gli ultimi sondaggi geognostici e archeologici da parte dei tecnici incaricati dalla Roma e da quelli della Soprintendenza, e divenuta possibile dopo la bocciatura dei ricorsi di alcuni residenti che avevano dilatato i tempi previsti inizialmente. Sembrava il preludio al completamento di tutte le indagini geologiche e archeologiche necessarie per il nulla osta alla presentazione del progetto dello stadio, ma in realtà, come rivela Fanpage, le due fasi previste dall’accordo tra l’AS Roma e la Soprintendenza archeologica non sono ancora state completate.
L’obiettivo 2027 si allontana?
Eppure, entro la fine del 2024 in Campidoglio ci si aspettava, realisticamente, se non la presentazione del progetto definitivo, almeno il completamento degli scavi e delle indagini necessari per ottenere il nulla osta finale da parte della Soprintendenza. Finora, è stata completata solo la prima delle due fasi previste per gli scavi. L’obiettivo di inaugurare lo Stadio della Roma nel 2027, anno del centenario della fondazione del club giallorosso, rischia ora seriamente di sfumare. Anche perché le criticità non riguarderebbero solo le fasi degli scavi, ma una serie di elementi che potrebbero causare parecchi grattacapi sia all’AS Roma che al Campidoglio (e forse, anche far scattare nuovi ricorsi da parte dei cittadini, riuniti in Comitati e associazioni, contrari all’impianto nella zona di Pietralata).
Le criticità e i tempi più lunghi
Nell’area in cui dovrebbe sorgere il futuro stadio di proprietà dell’AS Roma, infatti, ci sono dei resti già noti alla Soprintendenza e giudicati rilevanti dal punto di vista archeologico. La loro ubicazione confliggerebbe con il progetto che il club giallorosso vorrebbe presentare al Campidoglio, e non è escluso che i ritardi siano da imputare ad alcune, necessarie modifiche. Va ricordato che l’ipotesi di costruire lo stadio vede la netta contrarietà di vari comitati e associazioni di residenti, che temono le ripercussioni di un enorme impianto sulla viabilità, sulla sicurezza, sulle aree verdi e sul vicino ospedale Sandro Pertini. E proprio a proposito di aree verdi, c’è grande incertezza sul cosiddetto bosco di Pietralata, al centro dell’ennesima battaglia tra alcuni residenti della zona e il Campidoglio.
Il bosco della discordia
Nella zona, infatti, c’è un’area verde (di dimensioni assolutamente non trascurabili) che in una variante al Piano Particolareggiato approvato dal Comune di Roma nel 2012 viene indicata come ‘bosco di Pietralata‘. I Comitati contro lo stadio hanno anche presentato la perizia di un agronomo che indica quell’area verde come da tutelare per la presenza dell’alloro (Laurus nobilis) e del ligustro (Ligustrum lucidum). Il Campidoglio, invece, non riconosce la necessità di tutelare quel bosco, appellandosi al Piano territoriale paesaggistico della Regione Lazio in cui l’area verde di Pietralata non viene minimamente menzionata. Insomma, tra i tantissimi dubbi, una sola certezza: gli intoppi aumentano, nonostante i tentativi di accelerare l’iter, e i tempi si allungano ancora.


