Si sono tenuti a Roma presso la sede di Confagricoltura gli Stati Generali della Maricoltura Italiana. Il settore, considerato strategico per la sicurezza alimentare, sta facendo dei passi importanti per aumentare la sua sostenibilità. Il convegno ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni e rappresentanti del settore.
Sullo sfondo la necessità di adattarsi alle conseguenze della crisi climatica riuscendo a investire in innovazione. In particolare gli investimenti sulla genetica sono considerati fondamentali per migliorare la qualità del prodotto. Sebbene l’Italia vanti 8mila km di coste è però lontana dagli obiettivi europei per lo sviluppo della maricoltura. La creazione di nuovi posti di lavoro deve quindi garantire una crescita sostenibile e sicura per i pesci e per i consumatori. Un ruolo importante è rivestito anche dalla comunicazione che deve mettere il consumatore in grado di comprendere qual è il valore aggiunto del pesce made in Italy in termini di qualità e sostenibilità.
Claudio Pedroni, Vicepresidente Maricoltura API, ha dichiarato a TeleAmbiente: “L’Italia è il primo mercato etico di consumo d’Europa a fronte di una situazione di produzione che è rimasta ferma da 30 anni a questa parte e quindi non soddisfa il consumo che è fortemente riuscito. Come si può affrontare questa situazione? Si può affrontare sicuramente con la presenza di maggiori concessioni demaniali marittime che permettono un aumento della produzione, ma permettono anche di affrontare nuove sfide per una coltura diversa rispetto al passato, cioè la messa in sicurezza delle produzioni di fronte a tutto quello che sta accadendo sulla produzione derivante al cambiamento climatico e sulle patologie che il cambiamento climatico si porta.”
“L’economia del #mare vale 65mld di euro, la filiera ittica rappresenta il 9%, creando 1 mln di posti di lavoro. In Italia, l’allevamento ittico si sta sviluppando sempre più, diventando un comparto strategico, oltre che un perfetto esempio di #economiacircolare. La nostra… pic.twitter.com/F4b5DXeAsH
— Confagricoltura (@Confagricoltura) March 20, 2025
Andrea Fabris, Direttore API, ha dichiarato: “Uno degli aspetti che maggiormente impatta il settore attualmente è il cambiamento climatico, con temperature dei mari che sono aumentate mediamente di 2 gradi e anche degli eventi atmosferici che colpiscono la terra ferma, quindi gli impianti di acqua dolce che sono di impatto notevole, ci sono delle alluvioni e tutto questo crea dei problemi, a volte intervallati da delle siccità, quindi il clima sta cambiando e in questo bisogna reagire. Reagire con sistemi che
per quanto riguarda il blocco di eventuali patologie, attraverso un rafforzamento delle misure di biosicurezza e della prevenzione, anche prevenzione vaccinale. Adesso con tutti siamo abbastanza abituati a sentire parlare di vaccino, ecco il vaccino dobbiamo farlo anche ai pesci e questo ci porta sicuramente, e come aspetto positivo, a ridurre l’uso dei farmaci, quindi il vaccino è importantissimo per questo. Dall’altro canto un’ottimizzazione dell’uso delle risorse, quindi la risorsa acqua, con sistemi di riutilizzo dell’acqua in azienda fatti proprio per consumare meno acqua e quindi per migliorare l’utilizzo anche poi di altre risorse, quelle di alimenti, mangime, l’ossigeno.”
“L’obiettivo è fare sinergia per affrontare insieme sfide sempre più complesse. Collaboriamo quotidianamente con la rete degli istituti zooprofilattici, il #MASAF, le #universita e gli enti territoriali, ognuno con le proprie competenze, per garantire al settore il vantaggio… pic.twitter.com/WrcSi3vouS
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