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Stromboli, via le restrizioni ma nuova esplosione. L’Etna torna attivo

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Una nuova ordinanza permette di nuovo le escursioni lungo i sentieri del vulcano. Restano però interdette le spiagge più vicine alla Sciara del Fuoco e quelle più difficili da evacuare in caso di emergenza.

L’eruzione del vulcano Stromboli sull’omonima isola delle Eolie prosegue, con la lava che continua a scendere lungo la Sciara del Fuoco, ma dopo che l’Osservatorio Etneo dell’Ingv, che monitora la situazione ormai da oltre tre settimane, aveva reso noto che l’ampiezza media del tremore vulcanico si stava mantenendo ad un livello basso con picchi sui valori medi, sono state allentate alcune restrizioni. L’analisi dei sismogrammi aveva evidenziato un basso livello di attività e non erano state rilevate variazioni significative per quanto riguarda la deformazione del suolo.

Tutto questo, fino al primo pomeriggio di giovedì 11 luglio, quando poco dopo le 14 è avvenuta una nuova, forte esplosione, con l’emissione di flussi piroclastici e l’innalzamento di una nube altissima di vapore con ricaduta di cenere. Alcune delle restrizioni scattate dopo il 4 luglio scorso, giorno di massima intensità dell’attività eruttiva, erano state allentate nella giornata di mercoledì. Albergatori e altri operatori turistici avevano chiesto dei ristori dopo che erano state interdette le scalate lungo il vulcano per i turisti già presenti e le minicrociere sull’isola, ma alla fine, dopo alcune riunioni tra le varie istituzioni, il sindaco di Lipari, Riccardo Gullo, ha emesso un’ordinanza che consente di raggiungere l’Osservatorio e Punta del Corvo, posti rispettivamente a 100 e 90 metri di altitudine, senza allontanarsi dal sentiero di salita al cratere. Restano però interdette le spiagge più vicine alla Sciara del Fuoco e quelle più difficili da evacuare in caso di massima allerta.

Nei giorni scorsi era stata aumentata la presenza sull’isola di operatori di carabinieri, polizia, Gdf, vigili del fuoco e Protezione Civile. Anche se l’eruzione si sta attenuando, l’attenzione resta alta e il monitoraggio prosegue anche in base alle indicazioni della Commissione Grandi Rischi. Non c’è infatti solo il rischio che l’attività si intensifichi di nuovo, ma anche che la caduta di materiale vulcanico in mare possa provocare un maremoto, come era accaduto nel dicembre del 2002.

Intanto, l’Etna ha ripreso significativamente l’attività eruttiva nelle ultime ore. Già nel pomeriggio di mercoledì 10 luglio l’attività stromboliana si era nuovamente intensificata, con dispersione di cenere vulcanica verso Sud proseguita per tutte le ore successive. Anche per questo, l’operatività dell’aeroporto di Catania Fontanarossa appare a rischio, con vari voli che potrebbero subire ritardi o cancellazioni. Tra l’altro, l’Ingv ha reso noto che con le ultime eruzioni il cratere sommitale Voragine ha raggiunto i 3.369 metri di altezza, e l’accumulo di materiale lavico ha quindi dato all’Etna una nuova cima, che supera i 3.347 metri del cratere di Sud-Est.

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