Un percorso interattivo e multimediale che integra la normale fruizione del Museo Archeologico Claudia Giontella e del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Aurelio De Felice di Terni. Si può giocare con le opere e con i percorsi, e la storia viene raccontata anche in modo differente.
Al Caos di Terni è stato presentato il progetto Ciao Siri – Il lato digitale del Museo, volto a sviluppare il lato multimediale del Museo Archeologico Claudia Giontella e del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Aurelio De Felice.
Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato tra gli altri anche l’assessore alla cultura del comune di Terni, Michela Bordoni, l’archeologa della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, Elena Roscini e Paolo Luchetti di Euromedia, società che ha realizzato il progetto multimediale.
La coordinatrice del polo museale del Caos, Chiara Ronchini, ha illustrato le novità ai microfoni di Teleambiente: “’Ciao Siri – il lato digitale del Museo’ è un progetto di Macchine Celibi cofinanziato dalla Regione Umbria nell’ambito del Bando Sostegno Progetti Imprese Culturali e Creative 2020”.
“Un progetto – ha spiegato Ronchini – che vuole facilitare il percorso dei due musei. Sono allestimenti multimediali che educano con più facilità a questo viaggio all’interno del museo”.
“Siamo molto contenti di presentarlo – ha commentato – perché pensiamo che un percorso più interattivo, dove il pubblico non è solo il visitatore, non guarda soltanto, ma partecipa, sia un passo fondamentale per avvicinare grandi e piccini a queste nostre collezioni”.
Il museo digitale non sostituisce la normale fruizione
“No – ha ribadito Chiara Ronchini a Teleambiente – non la sostituisce, ma la integra. È un altro metodo per poter fruire del museo. Puoi anche giocare con le opere, con i percorsi e la storia viene raccontata anche in modo differente”.
L’obiettivo è stato di ampliare l’accessibilità alle collezioni, creare nuove proposte e connessioni al fine di rafforzare ed espandere il settore turistico e culturale.
Attraverso ambienti digitali ed interattivi il museo ha facilitato l’accesso al prodotto creativo e la comprensione del suo contenuto simbolico, trasformando lo spettatore in interlocutore, creando davvero un’esperienza immersiva.


