Raggiungere le zone più colpite si sta rivelando più difficile del previsto e c’è incertezza sul numero dei dispersi. Danni a una centrale nucleare situata nei pressi dell’epicentro.
Continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime del terremoto di magnitudo 7.6 che ha colpito il Giappone a Capodanno. I morti sono saliti a 84, mentre prosegue incessantemente lo sciame sismico in seguito alla scossa principale, tra le maggiori per intensità dal lontano 1885, anno in cui il Paese del Sol Levante ha iniziato le rilevazioni moderne. Si cerca anche di individuare i 179 dispersi accertati, anche se il numero potrebbe essere maggiore a causa delle notizie frammentarie e della difficoltà incontrata dai soccorritori a raggiungere i luoghi più remoti delle zone più colpite.
I feriti, invece, sono alcune centinaia. Decine di migliaia invece le famiglie sfollate o evacuate, che sono attualmente ospitate in appositi centri. Infrastrutture di ogni genere e collegamenti con le zone più colpite sono danneggiati o completamente distrutti, e intanto è anche scaduto il termine delle 72 ore oltre il quale si affieliscono sensibilmente le possibilità di ritrovare in vita persone sepolte sotto le macerie.
Il 2024 è iniziato in modo assolutamente tragico per il Giappone anche per l’incidente avvenuto all’aeroporto internazionale di Tokyo. Un aereo di linea, in fase di atterraggio, è andato a fuoco dopo essersi scontrato con un velivolo della Guardia costiera che doveva partire per raggiungere proprio le zone più colpite dal terremoto e offrire assistenza alle popolazioni. Tutte salve le persone a bordo dell’aereo di linea, mentre cinque militari che si trovavano sul velivolo più piccolo sono morti. Le indagini sull’accaduto erano immediatamente partite e, stando alle ultime indiscrezioni, l’aereo della Guardia costiera si sarebbe trovato sulla pista senza aver ricevuto alcuna autorizzazione.
Terremoto in Giappone, soccorsi complicati
A oltre 48 ore dalla scossa più forte, lo sciame sismico prosegue con repliche di minore intensità ma dalle zone più remote tra quelle colpite arrivano notizie di nuovi edifici gravemente danneggiati o completamente distrutti. Si lavora senza sosta per cercare di soccorrere chiunque sia rimasto sotto le macerie, ma anche per fornire assistenza alle popolazioni colpite. Decine di migliaia di famiglie sono state evacuate a scopo precauzionale dalle coste, per via dell’allerta tsunami revocata poi un giorno dopo, mentre altrettante si trovano senza acqua né elettricità.
Incerto il numero dei dispersi
Oltre a vigili del fuoco ed esercito, anche unità cinofile specializzate sono impegnate nella ricerca di persone sotto le macerie. I dispersi ammonterebbero a diverse decine, ma il numero esatto non è chiaro e potrebbe essere maggiore di quanto stimato dalle autorità. Intanto, lo sciame sismico prosegue con decine di scosse di assestamento e non è escluso che possa verificarsi un altro terremoto di forte intensità.
L’impatto sull’economia
Tutte le più grandi aziende presenti in Giappone hanno intanto sospeso tutte le attività nelle zone colpite, e questo potrebbe avere ripercussioni su vari settori economici del Paese, dalla logistica fino alla siderurgia, passando per la vendita al dettaglio e la produzione di componenti elettronici.
Danni a una centrale nucleare
Ciò che preoccupa maggiormente è però la rete di centrali nucleari, diffusa capillarmente nel Paese: la maggior parte degli impianti non ha riportato danni e rimane completamente operativa, ma nella centrale di Shika, a pochi chilometri dall’epicentro, l’innalzamento del livello del mare causato dal terremoto ha fatto inclinare un muro di protezione dei reattori e danneggiato le linee dei trasformatori utilizzati per fornire elettricità ai sistemi di raffreddamento dei due reattori. Al momento, l’energia viene fornita tramite generatori diesel, che hanno carburante sufficiente per funzionare in autonomia per altri cinque giorni. Fortunatamente, lo spettro di un nuovo disastro simile a quello di Fukushima appare molto lontano.


