La singolare protesta, in occasione dell’8 marzo, davanti al Consiglio regionale del Piemonte.
In occasione dell’8 marzo, a Torino è andata in scena una protesta singolare, organizzata da Extinction Rebellion e dal collettivo femminista Non una di meno. Alcune attiviste, davanti alla sede del Consiglio regionale del Piemonte, hanno protestato a torso nudo per evidenziare come le donne siano maggiormente vittime della crisi climatica rispetto agli uomini. Sfidando le convenzioni e perfino un clima decisamente rigido.
Clima, perché le donne sono più esposte alle conseguenze dei cambiamenti climatici?
A Palazzo Lascaris, le attiviste hanno coperto i capezzoli, indossato tra i capelli e sulla vita la fascia di colore fucsia, simbolo di Non una di meno, e rimanendo immobili e impassibili hanno iniziato a cantare mentre i consiglieri regionali cercavano di entrare. Sui loro corpi nudi, le attiviste hanno scritto slogan come “stupro climatico”, “violenza climatica”, “abuso climatico”, “ingiustizia climatica”, “disuguaglianza climatica”.
“La contrapposizione dei corpi femminili, nudi e indifesi, alla violenza sistematica delle istituzioni vuole evidenziare come la posizione assunta dalla maggioranza in Regione Piemonte sia una negazione della gravità della crisi” – hanno spiegato le attiviste – “Il 22 febbraio, la maggioranza ha rifiutato le proprie responsabilità nel proteggere tutta la cittadinanza, ma è una ferita inferta soprattutto alle donne“.


