Parigi approva un referendum per ridurre il traffico e migliorare la qualità dell’aria, mentre a Barcellona il problema della congestione continua a causare centinaia di morti premature ogni anno. Due città, due approcci diversi alla stessa sfida.
Le strade delle nostre città sono sempre più congestionate dal traffico. Un problema che non riguarda solo l’Italia ma tutte le maggiori città del mondo. E se in Italia passiamo circa 100 euro all’anno bloccati nel traffico, nel resto d’Europa non se la passano meglio.
E così i governanti di diverse città stanno provando a correre ai ripari. Una buona notizia arriva da Parigi dove è passato un referendum che vieta le auto in 500 strade.
Parigini contro le auto, un referendum le vieta in 500 strade
Domenica scorsa gli abitanti di Parigi sono stati chiamati a votare in un referendum consultivo sulla mobilità in città. Con il 66% dei voti favorevoli, i parigini hanno deciso di approvare la proposta di chiusura al traffico e creazione di spazi verdi in 500 vie della capitale francese.
La misura, fortemente voluta dalla sindaca socialista Anne Hidalgo, prevede l’eliminazione di circa 10mila parcheggi per auto, a favore di percorsi ciclabili e pedonali. L’obiettivo è ridurre il traffico e migliorare la qualità della vita urbana.
Il referendum ha visto una partecipazione molto bassa, con solo il 4% degli aventi diritto a votare. Ma tra chi ha votato l’adesione alla proposta è stata decisiva. I “no” sono stati prevalenti solo in tre arrondissement, quelli attorno alla Tour Eiffel, storicamente amministrati da forze politiche di destra.
Il referendum non aveva valore vincolante ma il risultato positivo ha dato forza all’amministrazione socialista per portare avanti il progetto di trasformazione della città.
I lavori, con una spesa prevista di 500mila euro per ciascuna strada interessata, inizieranno a breve e dureranno tra i tre e i quattro anni. L’opposizione ha criticato la proposta, ritenendo che i cittadini abbiano votato senza avere una visione chiara delle ripercussioni sulla viabilità e sugli spostamenti, in particolare per chi vive fuori dal centro o in periferia.
Il progetto si inserisce nel piano di Hidalgo per una città più sostenibile, che in questi anni ha già visto la creazione di nuove piste ciclabili e la chiusura al traffico di diversi viali della città, come quelli lungo le rive della Senna. Con la sua proposta, la sindaca conferma la sua visione di una Parigi più accessibile a piedi e in bici, riducendo progressivamente lo spazio dedicato alle automobili.
La riduzione del traffico a Barcellona potrebbe salvare 200 vite all’anno
Ma se Parigi si sta trasformando progressivamente in una città a bassa presenza di auto, un’altra grande città europea non riesce a risolvere quello che ormai è diventato un problema vitale.
Barcellona è la città dell’UE con la più alta densità di auto con circa 6mila veicoli per chilometro quadrato. Un problema difficile da superare ma che necessita ogni sforzo per trovare una soluzione.
Secondo uno studio condotto dall’Istituto per la Salute Globale di Barcellona (ISGlobal), infatti, ridurre il traffico in città del 25% potrebbe prevenire 200 morti premature all’anno.
Nel 2024, la qualità dell’aria di Barcellona ha registrato un miglioramento per il secondo anno consecutivo, grazie a politiche che hanno ridotto l’inquinamento. Tuttavia, lo studio di ISGlobal prevede un impatto ancora maggiore qualora venisse implementato integralmente il Piano di Mobilità Urbana 2018-2024, lanciato dall’ex sindaca Ada Colau.
“Questo studio si concentra su Barcellona, ma offre un esempio per altre città per comprendere l’impatto che politiche mirate possono avere nella riduzione dell’inquinamento atmosferico”, ha detto a Euronews Mark Nieuwenhuijsen, direttore del programma di ISGlobal su Clima, Inquinamento dell’Aria, Natura e Salute Urbana.
Gli esperti hanno simulato vari scenari con livelli differenti di riduzione del traffico. Nel secondo scenario, una riduzione del 25% delle auto private avrebbe portato a una diminuzione del 17,6% dei livelli di biossido di azoto (NO2), prevenendo così 199 morti premature all’anno.


