Nel 2026 entrerà in vigore il Trattato globale sugli Oceani: l’accordo ha raggiunto le 60 ratifiche necessarie. Tra gli assenti c’è anche l’Italia, che non ha firmato il documento per la protezione delle Acque Alte. Greenpeace: “Italia ratifichi il Trattato”.
Il Trattato globale sugli oceani (BBNJ) entrerà in vigore il 17 gennaio 2026. Nei giorni scorsi, lo storico accordo ha raggiunto le 60 ratifiche necessarie, segnando un momento storico per la protezione delle acque alte. Il documento consentirà una migliore protezione delle acque internazionali (oltre 200 miglia marine dalla costa, ovvero 370 km).
Durante l’ultima conferenza ONU sugli oceani, che si è svolta lo scorso giugno a Nizza, in Francia, i Paesi a ratificare il Trattato erano stati 19. Tra le firme non c’era quella dell’Italia, che continua a mancare all’appello degli Stati intenzionati a tutelare gli oceani e la loro biodiversità anche oltre i confini nazionali.
“Il nostro oceano è il fondamento della nostra stessa esistenza. Oggi abbiamo compiuto un importante passo avanti per salvare il nostro oceano e il nostro futuro”, ha dichiarato Inger Andersen, Sottosegretario generale delle Nazioni Unite e Direttrice esecutiva del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente.
History made for the ocean: #BBNJ Agreement enters into force, protecting high seas and deep seabed, safeguarding life under water, which is good for people and the planet.
“Our ocean is the foundation of our very existence. Today we took an important step forward to save our… pic.twitter.com/XxhOqg9KlY
— UN Environment Programme (@UNEP) September 20, 2025
Trattato globale sugli Oceani, la denuncia di Greenpeace: “Italia ratifichi il Trattato”
Come ha denunciato Greenpeace Italia in un recente rapporto, sono quasi dieci anni che l’Italia non ratifica alcun accordo internazionale per la protezione del mare.
“L’Italia purtroppo non è tra i 60 Paesi che hanno ratificato il Trattato. Nonostante le promesse e l’impegno a proteggere anche il 30% dei nostri mari entro il 2030, il governo italiano non ha nemmeno avviato il processo di ratifica del Trattato per la protezione degli oceani più importante che sia mai stato scritto”, ha dichiarato Valentina Di Miccoli della campagna Mare di Greenpeace Italia. “Ci chiediamo quali siano le reali intenzioni del nostro governo in materia di protezione della biodiversità marina perché finora non abbiamo avuto alcun segnale incoraggiante”.
Secondo l’associazione ambientalista, al momento è protetto solo lo 0,9% degli oceani del mondo, mentre in Italia a essere sotto tutela è solo lo 0,4% del mare. L’entrata in vigore del Trattato, prevista a gennaio 2026, sarà fondamentale per ampliare la superficie di mare protetta, istituire riserve marine che contribuiscano a mitigare gli impatti della crisi climatica sui nostri oceani e per garantire la sicurezza alimentare di miliardi di persone che dipendono dalle risorse del mare.
“Questo è un momento storico per la protezione degli oceani. L’era dello sfruttamento e della distruzione deve finire, e il Trattato globale sugli oceani è lo strumento giusto per farlo. Ai leader mondiali chiediamo di garantire che la prima storica Conferenza delle parti (COP) sugli oceani, prevista per l’anno prossimo, diventi un punto di svolta e di sviluppare piani per le prime riserve marine protette nell’ambito del Trattato. I nostri oceani non possono aspettare”, ha concluso Di Miccoli.
L’invito di Greenpeace all’Italia e a tutti gli altri Paesi che non hanno ratificato l’accordo internazionale è di farlo al più presto per non perdere l’opportunità di sedere al tavolo delle trattative prima della COP sugli oceani prevista il prossimo anno.


