È giunto alla sua settima edizione il Rapporto sul Turismo Enogastronomico italiano. Una fascia di turismo su cui il nostro Paese punta sempre di più.
Il turismo enogastronomico permette di valorizzare parti del territorio solitamente ignorate dai turisti e mette in mostra i prodotti del Made in Italy con un ritorno economico che dura nel tempo poiché i turisti tendono a ricercare nel proprio Paese i prodotti alimentari che hanno provato in vacanza. Un segnale arriva dal web; dal 2023 ad oggi le ricerche online sul “cooking tourism” sono aumentate del 250% da parte degli inglesi.
Anche in Italia negli ultimi anni l’esplosione dei programmi televisivi che si sviluppano attorno al tema del cibo danno idea dell’interesse diffuso per il tema. Di riflesso i social sono stati investiti da questo fenomeno con reel da milioni di visualizzazioni.
Il Rapporto evidenzia i trend per il 2025. Secondo i dati dell’European Travel Commission, in cima alle esperienze preferite dai turisti quelle enogastronomiche sono al secondo posto con un 15,3%. Al primo posto con il 16% vi è il desiderio di vivere gli spazi naturali, esperienza compresa nell’offerta dell’enoturismo italiano.
Se ci spostiamo al di fuori dell’Europa, il 78% dei turisti che visiteranno il nostro Paese dichiara di avere intenzione di fare esperienze legate al cibo. Tra i Paesi più entusiasti delle nostre tradizioni culinarie vi sono: Giappone, Corea del Sud, Cina e Brasile. Ma la riscoperta del patrimonio enogastronomico riguarda anche gli italiani, il 70% degli intervistati negli ultimi tre anni ha fatto almeno una vacanza con il cibo, il vino o l’olio come motivazione primaria. Spesso ad essere scoperte sono prodotti tipici di altre regioni.
Il Rapporto analizza anche l’impatto del settore sull’economia. “Nel 2022, la spesa turistica totale in Italia è stata stimata in oltre 164 miliardi di euro (CNR 2024), con un saldo positivo di circa 140 miliardi di euro. Di questa, il turismo enogastronomico contribuisce con circa lo 0,65% al PIL, dimostrando un ruolo non secondario per il sistema economico italiano.” La spesa media giornaliera per il 2023 è calcolata in 130€ “per i turisti italiani con pernottamento, 90 € per gli escursionisti italiani e 170 € per i turisti stranieri con pernottamento.” Il 54% della spesa totale va in alloggio e ristorazione.
Per quanto riguarda le mete, il Rapporto evidenzia la crescita dell’interesse per le mete poco affollate, cosiddette minori, in cui vivere esperienze autentiche lontano dalla massa. A tal proposito la piattaforma Booking ha registrato un fenomeno di ritrosia da parte dei turisti nel taggare un luogo proprio dichiarando la volontà di preservarlo dall’overtourism. Secondo i dati della piattaforma Trip.com è in crescita la preferenza dei turisti asiatici per le regioni meno turistiche come Trentino Alto Adige (+271%), Liguria e Piemonte. Anche i mesi meno turistici come gennaio (+216) e febbraio (+341) registrano un numero crescente di prenotazioni rispetto al passato.


