Pesanti attacchi russi, prima dell’alba di oggi, contro varie infrastrutture strategiche dal punto di vista energetico. Colpiti anche diversi edifici civili: almeno sette vittime, ma il bilancio è solo provvisorio.
L’Ucraina sotto un pesante attacco da parte della Russia. Droni e missili, poco prima dell’alba di venerdì 22 marzo, hanno colpito sette diverse Regioni del Paese, distruggendo non solo infrastrutture assolutamente strategiche dal punto di vista energetico, ma anche molti edifici civili. Si tratta di uno degli attacchi più massicci dall’inizio del conflitto e senza dubbio il più pesante degli ultimi 15 mesi. Al momento, risultano ancora molto incerte e frammentarie le notizie sulle vittime civili, che sarebbero almeno sette, ma tra le infrastrutture colpite risultano pesantemente danneggiate la centrale idroelettrica e la diga sul Dnipro a Zaporizhzhia.
Come conseguenza degli attacchi, si sono verificate diverse interruzioni di corrente elettrica, compresa quella che viene fornita alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, occupata dai russi sin dall’inizio del conflitto ma al cui interno lavorano ancora tecnici specializzati ucraini. Dopo alcune ore, è stato possibile ricollegare l’impianto a due linee elettriche, ma l’allarme rimane altissimo, come ha reso noto Energoatom, l’operatore energetico atomico ucraino.
La situazione resta assolutamente critica, con Energoatom che ha ammesso che la centrale nucleare è ancora in grave pericolo. Come conseguenza degli attacchi, in Ucraina sono state danneggiate 151 diverse infrastrutture energetiche e oltre un milione di persone al momento restano senza corrente elettrica. E come se non bastasse, dopo l’attacco alla diga e alla centrale idroelettrica sul Dnipro, nel fiume sono finite ingenti quantità di prodotti petroliferi.


