A TeleAmbiente parla l’avvocato Cesare Antetomaso, che difenderà tre attivisti in aula e che spiega le ragioni della mobilitazione decisa insieme ad una trentina di colleghi.
Si sta per aprire a Roma il processo per i tre attivisti di Ultima Generazione che, il 2 gennaio scorso, imbrattarono la facciata del Senato. Venerdì 12 maggio, a difendere i tre giovani, ci sarà l’avvocato Cesare Antetomaso, che tra l’altro è tra i firmatari di una nota a sostegno degli ecoattivisti, che ora sono oggetto di una vera e propria stretta repressiva. “Io sarò in aula, mentre gli attivisti parteciperanno al presidio di solidarietà a piazzale Clodio. So che altri colleghi vogliono partecipare all’udienza dibattimentale che, salvo eccezioni dell’ultima ora, sarà pubblica“, spiega l’avvocato Antetomaso.
Gli avvocati a sostegno degli attivisti
L’avvocato spiega anche perché, insieme ad altri colleghi, ha voluto firmare quella nota. La causa scatenante è la pesante accusa di associazione per delinquere che la Procura della Repubblica di Padova ha ipotizzato nei confronti di alcuni attivisti di Ultima Generazione.
“Il reato contestato di associazione per delinquere è inquietante, anche se al momento riguarda un singolo magistrato di una singola Procura, quella di Padova. Chiaramente, un reato del genere comporta attacchi alla libertà di manifestazione del pensiero perché contempla la possibilità di comminare pene elevatissime, di procedere a modalità invasive come ad esempio le intercettazioni. Si tratta di accuse relative a reati ben più gravi di quelli commessi dagli attivisti” – spiega l’avvocato Cesare Antetomaso – “Non credo di esagerare dicendo che prefigura scenari quasi da Turchia di Erdogan, da Stato autoritario. Si può discutere sulle sanzioni, ma qui si rischia di limitare la libertà personale e gli ecoattivisti vengono considerati soggetti eversivi“.


