In Umbria, l’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca, ha presentato un disegno di legge della Giunta regionale che ha l’obiettivo di raggiungere zero emissioni nette e autonomia energetica regionale entro il 2050.
Raggiungere zero emissioni nette e autonomia energetica regionale entro il 2050: sono queste le finalità del disegno di legge della Giunta regionale dell’Umbria che l’assessore all’ambiente Thomas De Luca ha illustrato in seconda Commissione regionale, presieduta da Letizia Michelini.

“Il tutto – ha detto De Luca – potrà essere ottenuto realizzando quindi una transizione energetica basata su principi di sostenibilità ambientale ed economica, di giustizia sociale e climatica realizzando la progressiva indipendenza dall’approvvigionamento energetico da fonti fossili e la sostituzione con la produzione di energia da fonti rinnovabili”
Come ha spiegato una nota Palazzo Cesaroni (sede del consiglio regionale dell’Umbria), Thomas De Luca dopo aver ribadito l’ampia partecipazione nella fase di stesura dell’atto da parte di sindaci, amministratori locali, tecnici, associazioni di categoria, comitati e associazioni ambientaliste dei territori, ha evidenziato l’urgenza di “definire un quadro chiaro che possa mettere in condizione di realizzare sui territori impianti per contrastare gli effetti economici della crisi energetica, tutelando al contempo il patrimonio paesaggistico ed ambientale anche al cospetto di una mancata pianificazione che nel corso di decenni ha visto il territorio non regolato adeguatamente rispetto alla sfida attuale che dobbiamo affrontare”.
La legge, che la Commissione si è impegnata a licenziare con urgenza e a calendarizzare già nel mese di settembre nei lavori d’Aula per l’approvazione, ha lo scopo di conciliare l’accelerazione verso l‘autonomia energetica con la salvaguardia del patrimonio paesaggistico e culturale, rispondendo all’obbligo di individuare le aree idonee e non idonee all’installazione di impianti a fonti di energia rinnovabile (Fer).
Aree idonee e non idonee
Thomas De Luca ha ricordato che “il Tar del Lazio ha dato 60 giorni, ormai in scadenza, al Governo per la correzione del decreto attuativo e quindi a rivedere normative e criteri ed in questo contesto di vuoto normativo l‘Umbria continua ad essere bersaglio di centinaia di progetti eolici e fotovoltaici di grandi dimensioni in aree non idonee, totalmente fuori scala per il nostro territorio mentre i progetti delle Comunità energetiche rinnovabili e quelli delle nostre imprese sono paralizzati da una vera e propria moratoria fantasma che sta soffocando il nostro sistema economico”.
“Al cospetto di ciò – ha continuato l’assessore all’ambiente – abbiamo quindi deciso di procedere con l’approvazione del disegno di legge per evitare ulteriori ritardi e incertezze. La legge definisce aree idonee e non idonee e le norme si applicano a tutte le aree della regione anche a quelle che in questo momento hanno iter autorizzativi in essere”.
I Comuni per gestire le relative pratiche potranno anche usufruire di un qualificato supporto da parte degli uffici regionali.
Contenuto della legge
La legge promuove un mix energetico diversificato, includendo tecnologie di accumulo come idroelettrico da pompaggio, accumulo gravitazionale ed idrogeno verde.
Si privilegia la realizzazione di impianti diffusi, di piccole e medie dimensioni e si riconoscono le Comunità energetiche rinnovabili come pilastro del sistema.
Vengono inoltre definite le aree idonee, che includono le superfici antropizzate e compromesse, le coperture, le aree edificate, parcheggi, aree dismesse, discariche e infrastrutture esistenti.
Per queste aree, i tempi autorizzativi saranno ridotti e il parere paesaggistico sarà non vincolante, inoltre grande attenzione è dedicata all’agrivoltaico.
A margine della relazione dell’assessore De Luca sono intervenuti alcuni consiglieri regionali.
Il capogruppo regionale Pd, Cristian Betti ha definito giusto il metodo di lavoro adottato, “che ha visto un’ampia partecipazione, per una legge di così grande importanza”.
“Totale condivisione – ha aggiunto Betti – sulle scelte fatte dall’Esecutivo e sulla velocità con la quale siamo chiamati ad approvare l’atto. Si tratta di una proposta legislativa che può diventare un punto di riferimento a livello nazionale. Auspico una riflessione sulla possibilità, oggi negata, di permettere a chi vive nei centri storici e nei borghi di poter installare impianti sui propri tetti e per il proprio consumo. Sarebbe anche un modo intelligente di far rivivere i borghi”.
Il capogruppo di Forza Italia Laura Pernazza ha ringraziato l’assessore per la “chiarezza e precisione nell’esposizione della legge”.
“È stato fatto un buon lavoro – ha affermato Laura Pernazza – bene puntare sulle piccole reti di prossimità. Importante e positivo il supporto che la Regione garantirà ai Comuni”.
Pernazza, anche alla luce di quanto dichiarato dall’assessore rispetto al monitoraggio sull’applicazione della legge, ha anche annunciato, in proposito, la presentazione di un emendamento attraverso il quale chiedere un articolo aggiuntivo in cui prevedere la clausola valutativa.
Anche il capogruppo di Avs, Fabrizio Ricci ha ringraziato l’assessore per ‘l’ottimo’ lavoro svolto’ ricordando che “come abbiamo scritto anche nel nostro programma di legislatura, la questione rappresenta una priorità assoluta per l‘Umbria”.
“Bene – ha osservato Ricci – il metodo adottato di partecipazione per la predisposizione della legge come è importante incentivare un modello diffuso e non i grandi impianti. Auspico che il modello delle Cer possa diventare un biglietto da visita dell’Umbria. Bene la messa a disposizione di uno staff tecnico della Regione per i Comuni ed il monitoraggio annuale dei risultati”.
Parole di apprezzamento sono arrivate anche dal capogruppo del M5S, Luca Simonetti: “Il nostro territorio è sotto assalto per la realizzazione di grandi impianti e ad oggi non abbiamo strumenti adeguati per rispondere. Bene quindi questa legge e le norme in essa contenute”.
“La Regione – ha rimarcato in conclusione Simonetti – va governata con razionalità ed in stretto contatto con chi vive direttamente il territorio”.


