A presentarla, alcuni deputati del Partito democratico, che hanno raccolto, per la stesura del testo, le istanze del Forum Nazionale Disabilità, Diversità e Fragilità.
Una proposta di legge quadro per rendere l’Italia un Paese davvero accessibile e inclusivo, per garantire ogni genere di servizi pienamente fruibile da tutti, indipendentemente dalle condizioni fisiche, cognitive o sociali. A firmarla, un gruppo di deputati del Partito democratico, che hanno lavorato ad un testo molto corposo, studiato e sviluppato insieme al Forum Nazionale Disabilità, Diversità e Fragilità. Una proposta di legge di ampie vedute e che, in un Paese come il nostro, caratterizzato da squilibri di ogni tipo, appare quasi rivoluzionaria anche se, semplicemente, si tratta di buonsenso.
“Il primo obiettivo che ci siamo preposti come Forum è di provare, tutti insieme, a impegnarci per un cambiamento culturale per come noi intendiamo la disabilità. Per noi non è una malattia, è semplicemente una condizione che la vita ha posto sul cammino di qualcuno di noi e la società intera deve provare a renderci la vita più facile. Dobbiamo pensare ad una società che abbatta ab origine ogni tipo di barriera, sia essa architettonica o culturale. Deve farlo con una progettazione universale, non con strumenti su misura. Il disabile non vuole più diritti, vuole semplicemente beneficiare dei medesimi diritti e delle medesime opportunità delle altre persone, indipendentemente dalla relativa condizione psico-fisica” – ha spiegato Elisa Bortolazzi, presidente del Forum Nazionale Disabilità, Diversità e Fragilità – “Se penso alla nostra proposta di legge, i primi obiettivi che possiamo raggiungere sono essenzialmente tre. L’utilizzo di un linguaggio inclusivo, perché la persona con disabilità non è una vittima o un eroe, è semplicemente una persona che fatica di più, per come è concepita oggi la società, a raggiungere i propri obiettivi. Dobbiamo fare in modo che questa fatica venga meno, ma dobbiamo farlo per tutti, non pensando solo al disabile, perché dove passa il disabile passano anche gli anziani o le mamme con il passeggino“.
“Un’altra battaglia che dobbiamo portare avanti è sicuramente di ambito sanitario, senza però accostare il termine disabilità al termine sanità. Il disabile non è malato, ma non è ammissibile nel 2025 che una persona con disabilità sia costretta a spostarsi di molto o debba addirittura rinunciare a curarsi perché le strutture sanitarie sono pensate, passatemi il termine brutto che ghettizza, per le persone normodotate” – ha aggiunto Elisa Bortolazzi – “Infine, tutti noi dobbiamo ripensare alle nostre città, a cominciare dai Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Stamattina in conferenza stampa non li ho menzionati, ma credo che ogni amministrazione debba dotarsi del Peba, perché nel momento in cui si interviene a ripristinare una strada dissestata, con un Peba si può eliminare anche la barriera presente. Oppure, quando si sostituisce l’illuminazione pubblica, occorre utilizzarne una che non costituisca un intralcio per le persone con difficoltà visiva“.
“Quindi, ripartiamo e immaginiamo le nostre città, ponendo attenzione alla sostenibilità ambientale, che è importantissima, ma anche alla sostenibilità sociale“, ha concluso la presidente del Forum Nazionale Disabilità, Diversità e Fragilità.
“Questa legge contiene un principio importante ma molto semplice: Universal Design significa passare da una politica che spesso compatisce, e quando va bene fa assistenzialismo o corregge ex post i propri errori, a una politica che progetta insieme un Paese su misura di tutte e di tutti. Significa stabilire che il legislatore, nel momento in cui pensa e mette nero su bianco una legge, deve progettarla costruendo ambiti (dalla sanità al lavoro, passando per la mobilità, i trasporti, i parchi e le scuole) accessibili a tutte e a tutti. Tra una persona e il suo diritto alla partecipazione alla vita pubblica, come chiede la Costituzione, non devono esserci ostacoli. Questo ha un principio culturale enorme, la legge è una legge quadro molto corposa, che dentro di sé ha un punto culturale e politico che chiediamo al governo di affrontare: passare a una visione diversa della società, in cui da subito si progetta affinché sia inclusiva. Non serve un Ministero che sembra dover tutelare dei panda in via di estinzione, ma un approccio interministeriale per determinare politiche a misure di tutte e di tutti. Il governo sta facendo il contrario, ha tagliato 400 milioni ai fondi per la disabilità in questi anni, ha tagliato i fondi per le persone non autosufficienti e per i progetti di vita indipendenti. Un governo ipocrita che investe sulla fragilità, togliendo alle persone pezzi di welfare e servizi” – il punto di Marco Furfaro, deputato Pd, membro della XII Commissione Affari Sociali e primo firmatario della proposta di legge – “Noi vogliamo fare il contrario: abbiamo messo a disposizione del Parlamento questa legge, l’abbiamo consegnata ai servizi normativi e spero che le Commissioni ne discutano al più presto. Il tema però non è tecnico, i tempi non dipendono dalla burocrazia ma dalla politica, e se la maggioranza di governo accetta di discutere un principio sacrosanto, che non è di destra o di sinistra, ma è l’accessibilità di ognuno e ognuna a partecipare alla vita pubblica e di svolgere serenamente la propria vita privata, è chiaro che sarebbe un paradigma importantissimo e un cambiamento culturale devastante. Temo che questo governo non lo farà, perché fino ad oggi ha fatto l’esatto contrario, ma speriamo sempre che siano in grado di ravvedersi e di portare all’attenzione del Parlamento dei principi che possano valorizzare le persone e costruire una società inclusiva“.
“L’approccio che come Partito democratico abbiamo voluto seguire è stato, prima di tutto, metterci in ascolto e raccogliere le sollecitazioni, gli stimoli e i suggerimenti importanti che sono arrivati dal Forum. La nostra ambizione, in un momento in cui il governo taglia le politiche per la disabilità e per favorire l’inclusione, è invece quella di cambiare il paradigma e di pensare come si debba costruire un Paese che sia davvero accessibile e inclusivo per tutte e tutti” – ha spiegato Chiara Braga, capogruppo del Pd alla Camera dei deputati – “Questa proposta di legge ci aiuta a farlo e per questo motivo abbiamo scelto di condividerla, di presentarla e di valorizzare il più possibile il lavoro fondamentale, senza cui non ci sarebbe stata nessuna proposta di legge, del Forum Nazionale Disabilità, Diversità e Fragilità“.


