Ennesima battuta d’arresto per Monsanto. Negli Usa, la filiale del colosso Bayer è stata condannata ad un maxi risarcimento da 857 milioni di dollari per danni da esposizione ai pcb.
Negli Stati Uniti il gruppo Monsanto, filiale del colosso tedesco Bayer, è stato condannato a risarcire 875 milioni di dollari di danni ad un gruppo di studenti e genitori volontari di una scuola nello stato di Washington per l’esposizione alle sostanze chimiche PCB (PoliCloroBifenili).
Cinque ex studenti e due genitori di ex studenti della scuola Sky Valley Education Center di Monroe, nello stato di Washington, avevano intentato una causa nella King County (una giurisdizione che comprende Seattle) sostenendo che la loro esposizione ai PCB contenuti nell’illuminazione aveva causato loro problemi di salute. Monsanto ha dichiarato di voler ricorrere in appello contro la sentenza, come già fatto in altri casi precedenti che coinvolgevano la stessa scuola.
L’ennesima battuta d’arresto per il gruppo Bayer, che dal 2018 è alle prese con risarcimenti milionari per i danni causati dal glifosato, l’erbicida più diffuso in agricoltura di cui non sono stati rivelati i rischi per la salute da parte della multinazionale. Le cause intentate contro la Bayer accusavano il pesticida Roundup di essere correlato a casi di cancro, in particolare al linfoma non-Hodgkin.
Inquinanti eterni e rischi per la salute, cosa sono i PCB?
In questo caso, i colpevoli dei danni alla salute dei volontari nella scuola americana sono i PCB (PoliCloroBifenili). Ma che tipo di sostanze sono?
Ecco cosa riporta l’Arpav a proposito di questi inquinanti: “sono sostanze chimiche riconosciute a livello internazionale tra gli inquinanti organici più persistenti nell’ambiente. A causa della loro scarsa solubilità in acqua e della loro resistenza alla degradazione, essi tendono ad accumularsi nel suolo e nei sedimenti creando fenomeni di bioaccumulo lungo la catena alimentare”.
Prodotti a partire dagli anni ’30, i PCB erano utilizzati come fluidi idraulici, additivi e fluidi diatermici per apparecchiature elettriche. Ma queste sostanze chimiche “perenni” presentano effetti negativi sull’ambiente e sulla salute umana quali la tossicità per il sistema riproduttivo, immunotossicità e cancerogenicità. Per questo motivo, negli anni ’70 ne fu progressivamente vietata la produzione negli Stati Uniti. In Italia è vietato produrre queste sostanze dal 1983.


